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BACK TO THE BLUES Salvatore Amara & The Easy Blues Band Se c’e’
una regione in Italia che ricorda come paesaggio il Texas, allora questa
e` proprio la Sardegna: distese aride si affiancano a zone altrettanto
verdi, luoghi dove la natura e` ancora incontaminata e la gente si identifica
con le proprie radici e tradizioni. Forse non casualmente negli ultimi
anni e` proprio dalla Sardegna che vengono fuori musicisti Blues di tutto
rispetto: finora conoscevo il talentuoso Francesco Piu e la ruspante Blu:ztep.
Adesso dovremo aggiungere a questa lista anche Salvatore Amara (chitarra
e voce) e la sua Easy Blues Band composta da Mauro Amara (tastier e chitarra),
Paolo Demontis armonica), Roberto Loi (basso) e Paolo Flore (batteria).
Corrado Costa (tastiere) e Antonello Raccis (percussioni) si uniscono
alla band in alcuni brani.
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HANDMADE MUSIC Lance Lopez Ci sono
alcuni giorni che ti alzi e hai bisogno di una scossa di energia pura
che dia subito una direzione positiva alla giornata. Allora ti avvicini
allo stereo e scegli il cd piu` adatto….bene… in questi
casi bisogna andare diritti a questo lavoro del chitarrista texano Lance
Lopez, un chitarrista giovane, ma con tanta esperienza alle spalle:
dopo aver suonato nelle band di Johnnie Taylor, Lucky Peterson e Buddy
Miles, da una decina di anni ha messo su` la sua band e porta in giro
il piu` classico Rock-Blues di stampo suddista. |
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SO GOOD Robi Zonca Con questo suo quarto lavoro Robi Zonca ha dimostrato come si puo` essere originali con la semplicita`, o forse e` meglio dire che e` proprio la semplicita` un segno di originalita`. L' album gira attorno alla black music, partendo dal Blues per poi allargarsi al Funky, al Soul e persino al Jazz con la presenza di un suggestivo solo di tromba di Fabrizio Bosso nella traccia Feel Like Dancing Reprise. La semplicita` e` l'elemento base che sta dietro a So Good, sia negli arrangiamenti dei propri brani, a cominciare proprio dalla traccia che da` il nome all'intero lavoro, sia nelle scelta delle due cover, Give Strenght di Eric Clapton e Don't let the Sun Catch You Crying di Ray Charles. I brani sono tutti composti da Robi Zonca eccetto Feel Like Dancing e The New Black Man composti in collaborazione con Antonello Jantoman Aguzzi e appunto le due cover appena sopra citate. In tutto l'album emerge chiaramente la cura per le melodie, cosi da creare un gran bel feeling e dare a ogni brano una sua identita` ben precisa, bellissimo il duetto con Sabrina Kabua in Save My Soul. Il virtuosismo strumentale e` praticamente ignorato lasciando spazio al sound della band e questo aiuta ulteriormente a dare armonia nel suo insieme all'intero lavoro che merita i riscontri di pubblico che Robi Zonca ha registrato finora sia in Italia, sia in UK e nel circuito di alcune radio americane. Un lavoro di tutto rispetto che regge il confronto con molti lavori d'oltreoceano, a conferma che la musica in generale e il Blues in particolare non e` una questione geografica, ma di feeling: non si esprime del buon Blues solamente perche` si e` cresciuti in Texas o in Mississipi, bensi` perche` si ha dentro qualcosa e questo qualcosa si coltiva nel modo giusto....con passione e onesta`. So Good e` stato prodotto dallo stesso Robi Zonca e Paolo Filippi per l'etichetta Tube Jam Records. |
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| LIVE
FOR THE WORKING CLASS DANIELE TENCA Dopo
un tour “trionfale”, iniziato nel Gennaio del 2010, che l’ha
portato e lo sta portando tuttora a calcare i più prestigiosi palchi
di Blues italiani (la precisazione è d’obbligo, dato che
in Italia i palchi che accolgono il Blues non sono poi così numerosi,
figurarsi poi quelli prestigiosi….) una mini Tournè negli
States, organizzata in occasione del “International Blues Challenge”
di Memphis, che ha visto Daniele Tenca e la sua “Working Class Band”,
come unici rappresentanti dell’Italia per l’edizione 2011,
ecco uscire l’album che mostra i frutti della splendida idea “Blues
for the Working Class” (Ultratempo/2010) e che ne riassume tutta
l’esperienza live: “Live for the Working Class” (Route
61 Music/2011) appunto, registrato dopo circa un anno di esibizioni, il
2 dicembre 2010 all’Amigdala Theatre di Trezzo sull’Adda,
locale che è ormai un punto di riferimento per le nuove leve del
Blues nostrano, infatti, prima di Tenca ha registrato dal vivo anche il
Trio di Francesco Piu.
(articolo di BeZ) |
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COMMITTED Johnnie Selfish & the Worried Men Band Cominciamo a dire che Johnnie Selfish & the Worried Men Band è quello che possiamo definire un gruppo che, nonostante la giovane età, nasce infatti ufficialmente nel 2007, può essere considerato come “affermato” nella scena folk-blues nazionale, il che significa ovviamente sconosciuto ai più. Hanno, infatti, un’intensa attività live estesa sull'intero stivale, hanno partecipato, nel 2009, al Rock Contest di Controradio (Firenze) piazzandosi fra le prime 6 band, su oltre 600 provenienti da tutta l'Italia. Dall'inizio del 2010, inoltre, JS&WMB entrano ufficialmente nel panorama blues mondiale prima,con la partecipazione al Samedan Blues Festival (Samedan, CH), e consacrandosi poi definitivamente con un tour in Giappone nel mese di giugno ed in Australia nell’estate del 2011.
(articolo di BeZ) |
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D.O.C. THE RED WINE SERENADERS Registrato nel gennaio 2011, pubblicato per la indie Totally Unnecessary Records e distribuito dalla Audioglobe, l’ultimo lavoro di Veronica & RWS, si sviluppa su 13 brani presi dalla tradizione acustica folk blues nord americana. Si parte ad alti ritmi con On The Road Again, dal repertorio della Memphis Jug Band con un Marcus Tondo scatenato alla bluesharp, sulle orme del mitico Will Shade, poi Did You Mean e Just As Well Let Her Go di Casey Weldon, anche lui della MJB, qui in versione swing, poi Out On Western Plain da Leadbelly, che i nostri ci regalano in una originale versione country & western, a seguire la bellissima Lotus Blossom, mid tempo jazzato con la voce sensuale di Veronica contrappuntata dalla chitarra dobro, Samson & Dalilah, brano gospel caratterizzato dagli ottimi impasti vocali e poi LInin Track, railroad song di Leadbelly, che i RWS ci offrono in una versione emozionante. Un bel disco (consentitemi di usare questo termine ormai desueto….), un tuffo nel passato interpretato e suonato con freschezza e modernità: Le notevoli capacità tecniche dei musicisti impegnati hanno avuto modo di liberarsi senza cadere mai nel virtuosismo fine a se stesso e la voce di Veronica (anche se nel cd a livello vocale c’è il contributo di tutti) sa reinterpretare le grandi female vocals del blues anni 20/30 tipo Bessie Smith o Lucille Bogan, con grande intensità e feeling. Da ascoltare con il dovuto amore per i suoni semplici e sinceri… (di Guido Sfondrini) |
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BLUES IN TEATRO Treves Blues Band
Questo nuovo lavoro della Treves Blues Band “Blues in Teatro” vuole catturare lo spirito dello spettacolo che la band ha presentato lo scorso inverno nei teatri italiani: un progetto che rappresenta non soltanto il punto di arrivo di un tenace Fabio Treves che per oltre 30 anni di carriera ha creduto nel Blues, ma al tempo stesso anche un nuovo punto di partenza per una band che non finisce mai di sorprendere i propri fan con spettacoli sempre coinvolgenti e di grande qualita`. Anche questa volta la Treves Blues Band ha sorpreso il proprio pubblico presentando un repertorio realtivamente nuovo: una scaletta che valorizza maggiormente quei bluesmen che pur non avendo usuifrito del grande successo internazionale, vanno considerati senza dubbio fra coloro che hanno segnato la strada alle generazioni successive, vedi Blind Willie Johnson (Nobody’s Fault but Mine), Sonny Terry & Brownie McGhee (Muddy Water, Just About Crazy, Sporting Life), Willie McTell (Statesboro Blues), Sonny Boy Williamson (Whiskey Headed Woman) e molti altri.
Insomma, tanto entusiasmo e passione per Fabio Treves & Co., i quali con questo lavoro hanno, con coraggio, alzato ulteriormente l’asticella del livello qualitativo del Blues nostrano, senza dimenticare che portare il Blues nei teatri non e` certo la cosa piu` semplice di questo mondo, soprattutto in Italia, e se viene portato a compimento un progetto del genere, vuole dire che dietro c’e’ tanto sangue, sudore e lacrime. |
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AMENO GOT THE BLUES di Guido Sfondrini Il festival blues di Ameno, che si tiene ormai da ben 7 anni ogni estate nel periodo giugno/luglio, è uno dei blues festival nostrani che ho seguito con più attenzione, vuoi perché da Milano ci si arriva in tempi abbastanza brevi, vuoi perché la zona dove si svolge (quella del Lago d’Orta in provincia di Novara) è particolarmente piacevole e vuoi anche perché l’ organizzazione del festival offre sempre la possibilità di gustare ottime specialità gastronomiche tipiche e buoni vini, “last but not least” la proposta musicale è sempre di alta qualità, con un indovinato mix di piccoli e grandi nomi del blues internazionale e proposte vecchie e nuove del panorama blues/rock made in Italy. A coronare i 7 anni di attività, nel 2011 è stato realizzato un doppio cd live, che riassume questo lungo periodo di brillanti blues nights estive, con una scelta mirata di brani particolarmente significativi. Prodotto da Roberto Neri (organizzatore e deus ex machina del festival) e da Giancarlo Schinina e venduto ad un prezzo “politico”, il cd offre performance di valore assoluto, elettriche e acustiche, tra i protagonisti: Washboard Chaz con Andy J. Forest e Roberto Luti, Mauro Ferrarese e Max De Bernardi, gli americani Delta Moon, Rudy Rotta, il blues rocker Joe Pitt, la cantante di Oklahoma City Kelly Rucker, la Gnola Blues Band, il trio acustico anglo/austro/italiano Templeton/Crivellaro/Wressing, i friulani WIND, il bluesman della North Carolina Malcom Holcomb e molti altri, per un totale di 25 brani. Il cd si ascolta tutto d’un fiato, ci sono performances davvero notevoli, come quelle dei Delta Moon e del trio Washboard Chaz, Andy J.Forest e Roberto Luti o lo scatenato boogie proposto dalla Gnola BB, ma il livello della musica proposta è alto per tutta la durata della compilation, la qualità delle registrazioni è ottima, un doppio cd da avere in qualsiasi raccolta blues . Un bel lavoro, che celebra nel modo giusto un festival come quello di Ameno, organizzato con sacrifici, competenza, passione e amore per la musica roots americana, in tutte le sue sfaccettature. |
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Another Way La Via del Blues
(di Guido Sfondrini) |
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Blues, Ballads and Songs Maurizio “gnola”
Glielmo e Jimmy Ragazzon
Immaginate un cantastorie-armonicista ed un virtuoso chitarrista “bluesman”, oltre che apprezzatissimo session man (ultima e prestigiosa in ordine cronologico la partecipazione nel tour di Van de Sfroos), entrambe di grande esperienza ed affermata carriera alle spalle, che si uniscono per creare un album con rivisitazioni di pezzi estrapolati direttamente dal repertorio dei grandi classici folk, rock, Blues e Traditional, aggiungendo al tutto alcuni brani inediti di loro composizione; fossimo negli States, con personaggi del calibro di Bob Dylan ed Eric Clapton (tanto per citarne due “qualunque”) probabilmente la cosa riempirebbe pagine e pagine di riviste, specializzate e non, ne ascolteremmo i pezzi su tutte le radio e TV…ora trasportate il tutto in Italia, nella scena Blues italiana, e vi dovrete accontentare delle pagine di un appassionato del genere e di poco altro (ho rintracciato una breve recensione su Jam e su “rootshighway”, che potete trovare sul sito http://www.gnolabluesband.com/discografia.html dove potete anche acquistare il CD; ed ho intercettato un passaggio radio solo sulla trasmissione del Puma “Lifeinblues” del giovedì su lifegateradio ……. dove se no???). Nonostante questa premessa rimane comunque il valore del prodotto che vede riuniti due tra i massimi esponenti del Blues Italiano, su un territorio che entrambe amano sondare nei rispettivi progetti personali, cosa che gli permette sicuramente di dare il meglio dal punto di vista dell’intensità della prestazione, dove il valore aggiunto diventa proprio il sodalizio artistico fra i due interpreti: chitarre e voce per Gnola, armonica e la voce “roots” di Ragazzon accompagnati, in gran parte, da membri dei rispettivi gruppi (Mandolin Brothers e Gnola Blues Band), ed anche questo fatto è garanzia di affiatamento.
Alla prossima |
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Bluesjob Dave Moretti Blues Revue
Spesso si sente dire in giro, soprattutto dagli addetti ai lavori, che per suonare il Blues come si deve bisogna essere cresciuti nel Sud degli Stati Uniti per aver dentro quel feeling necessario per trasmettere un certo tipo di emozioni. Non so se tutto questo e` vero, ognuno ha la propria opinione a riguardo, pero` ascoltando questo cd “Bluesjob” della Dave Moretti Blues Revue viene spontaneo pensare che siano tutti stereotipi e che non sia necessario vivere in cima ad una montagna per amare la natura, certe cose sono spontanee, nascono da dentro indipendentemente dalla tua provenienza geografica. Il Blues di questi ragazzi e` sanguigno, trascinante, insomma pieno di energia che ha con se` tutte le caratteristiche per arrivare diretto al cuore dell’ascoltatore sia attraverso le cuffie del proprio stereo sia, soprattutto, nelle esibizioni dal vivo. Sei dei dieci brani sono stati scritti dal band leader Dave Moretti (voce ed armonica), le altre 4 sono cover: Baby You’re Rich (Percy Mayfield), Hallelujah I love Her So e Rockhouse (Ray Charles) e infine Up The Line (Walter Jacobs). Tutti i brani sono cantati in inglese. Come ho gia` detto questo album si caratterizza per il ritmo e la cura degli arrangiamenti che percorrono la strada del grande Blues cittadino, ma con personalita` e soprattutto con un filo conduttore che attraversa tutte le tracce, l’attenzione al sound della band nel suo insieme, essenziale, vigoroso senza personalismi. Si passa dal swing, al Rock&Roll mantenendo il livello di energia sempre trascinante. La Dave Moretti Blues Revue e` una realta` credibile del Blues targato Italia, un cd che si ascolta piu` volte e che scivola via come un bel bicchiere di whiskey lasciandoti una bella carica addosso. In bocca al lupo, ragazzi, un gran bel lavoro! Line-up: Dave Moretti (voce, armonica) – Damir Nefat (chitarra) – Emanuele Pavone (basso) – Alessio Sanfilippo (batteria)
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Back to Life Jonas Blues Band
Qualcuno potrà
credere che quelli della Jonas BB mi abbiano fatto qualche “regalino”
prima che io scrivessi questa recensione, così, per invogliarmi
a dirne bene….non è stato necessario, perché questo
cd, intitolato Back to Life, è veramente molto bello e non si può
che parlarne positivamente. A parte gli scherzi, questo lavoro accreditato
ad una band storica della scena blues romana, la Jonas Blues Band appunto,
sprizza blues feeling da ogni parte e per originalità, professionalità,
livello tecnico e capacità dei musicisti coinvolti, non è
secondo a qualsiasi prodotto d’oltreoceano relativo al rock blues
del terzo millennio. Fondata nel 1985 da quattro appassionati di blues:
Gianni Franchi (basso), Luca Casagrande (chitarra), Marco Corteggiani
(voce e bluesharp) e Ranieri de Luca (batteria), la band ha percorso gli
ultimi 25 anni, lasciando una traccia forte sulla scena del blues capitolino,
con un intensa attività live e collaborando anche con importanti
musicisti angloamericani come James Thompson, Chicago Beau, Herbie Goins
e con big di primo piano come il grande Jimmy Witherspoon e il jazzista
Tony Scott, partecipando a palcoscenici prestigiosi come quello di Pistoia
Blues Festival. Poi nel 2000 la decisione di una lunga pausa dovuta a
diverse scelte di vita e a nuove esperienze musicali, ma in seguito un
deciso ritorno al blues nel 2006. Nel 2010, la Jonas BB registra un nuovo
cd, Back to Life prodotto da Roots 66 e con alla consolle il chitarrista
Andrea De Luca, un dischetto con ben 18 brani nella tracking list, in
gran parte composti dalla band e con alcune brillanti covers di autori
vari. Indossiamo una cuffia, accendiamo il lettore cd e ascoltiamo con
attenzione: il cd inizia subito in maniera convincente, si va dal tradizionale
worksong Take this Hammer cantato da Harold Bradley (mitico fondatore
del Folkstudio di Roma), al funky blues Today con la potente sezione fiati
degli Extra Horns a dare propulsione al brano, da I Was Born, brano rarefatto
e profumato di sonorità maghrebine e con protagoniste la lap steel
di Andrea De Luca e la bluesharp di Marco Corteggiani a Trouble, coinvolgente
rockaccio dal repertorio di Chris Farlowe, con ospite alla batteria Carlo
Verdone (si proprio lui…vecchio amico della Jonas) nelle vesti di
un inedito “Charlie Watts de noantri”, da Born To Lose con
alla voce Herbie Goins, ex vocalist dei Blues Incorporated di Alexis Korner
e in Italia già collaboratore dei Blues Society del compianto Toffoletti,
alla travolgente It Might composta dal trio Franchi/De Luca/De Luca (zio
e nipote), dal mainstream di Beale St.Blues con il trombonista Michael
Supnik e un cantante d’eccezione, tale Renzo Arbore…a I Got
No Money con protagonista la bella voce bluesy di Paola Ronci, sino ad
una particolare versione dell’hendrixiana Voodoo Chile, con la slide
di Andrea De Luca scatenata e i fiati a darle originali colori zappiani.
Molti altri musicisti importanti (oltre ai big già citati) hanno
partecipato a questo lavoro; sarebbe dispersivo nominarli tutti, ma hanno
dato il loro contributo ad un disco (consentitemi questo termine desueto….)
veramente importante dove tecnica, blues feeling e passione sincera per
la musica che ami, ci regalano un risultato di grande qualità.
Lunga vita alla Jonas Blues Band. di Guido Sfondrini |
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Shuffle
Train
Locomotive Breath Questo Shuffle Train, album d’esordio della Locomotive Breath, si puo` definire un buon primo passo: la tendenza e` quella di avvicinarsi a quel Blues di stampo texano con tanta grinta e rock and roll. Le chitarre esprimono energia e cattiveria cosi come ci hanno insegnato i vari Johnny Winter, Steve Ray Vaughan, Albert Collins, Buddy Whittington e tanti altri grandi chitarristi provenienti da quella tradizione. La band toscana dimostra un bell’approccio fino a quando rimane su questo sentiero, vedi i brani Coffin Oversize, Faster e Shuffle Train. Non altrettanto efficace invece quando si sposta su altri terreni come nel brano Keep on Running che per certi versi ricorda molto lo stile della band califoniana dei "Red Hot Chili Peppers" e il risultato e` inferiore rispetto ai brani precedentemente citati. Sono presenti nell’album tre brani firmati da personaggi di grande spessore del Blues nostrano come Nick Becattini (Pistoia Blues), Leo Boni (Girls) e Fabio Treves (Windy City Blues) dove la band cerca di dare la propria impronta. Se dovessi dare un suggerimento per gli arrangiamenti, direi che ci avrei visto bene un’ armonica in molti dei brani, per dare ancora piu` forza al concetto di Train che la band riesce ad esprimere molto bene. Insomma, un bell’album di esordio e la speranza che questa giovane band continui nel suo sviluppo artistico con entusiasmo, ovviamente all’insegna della passione e umilta`, ingredienti vitali per poter suonare e vivere il Blues come si deve.
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| Blues
For The Working Class Daniele Tenca
Questo nuovo lavoro di Daniele Tenca registrato alle Officine Meccaniche di Milano, segue prevalentemente la direzione di un grintoso Blues di stampo sudista: dall’ossessivo boogie elettrico, alla chitarra slide sia in versione acustica sia elettrica. Non mancano pero` anche brani piu` lenti dalle atmosfere surreali che fanno tirare un po` il fiato all’ascoltatore. I brani del cd sono 11 di cui due cover, la traditional Eyes on the Prize e Factory di Bruce Sprigsteen, il resto e` tutta farina di Daniele Tenca. I temi affrontati, cantati in inglese, girano attorno alle problematiche della classe operaia e della sicurezza sul lavoro. Per l’importanza e l’attualita` dei testi sarebbe stato affascinante immaginarsi un album di questo tipo cantato in italiano: una miscela che dal mio punto di vista non e` cosi` incompatibile come troppo spesso si pensa, soprattutto in un contesto di Rock-Blues. In ogni caso, Blues For The Working Class ha una sua direzione ben definita e una sua chiara identita` sia da un punto di vista musicale, sia da quello dei contenuti che ne fa un cd piacevole da ascoltare e sicuramente di impatto nella dimensione Live. Emerge fra le tracce sicuramente 49 People, un boogie intrigante ispirato alla vicenda dei 49 operai della INNSE di Lambrate; altro brano molto interessante e` Spare Parts con un efficace intreccio di sonorita` acustiche accompagnate da una slide che riscalda l’atmosfera e una voce che tira fuori le inquietudini dell’uomo davanti alla macchina alienante; di grande impatto sono anche la gia` citata cover Eyes on The Prize e il brano The Plant ottimamente eseguito che richiama alla mente un bellissimo brano di Ben Harper When It’s Good. I musicisti che accompagnano Daniele (voci, chitarre, armonica) in questa avventura sono tutti italiani e di grande qualita`: Pablo Leoni (baterria e percussioni), Heggy Vezzano (chitarre), Luca Tonani (basso). Da segnalare fra i numerosi special guests l’armonica di Andy J.Forest.
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| D'Istinto
Roberto Uggiosi
E` sempre buona abitudine quando si ascolta un cd chiedersi cosa ha da dire l’autore e cosa vuole trasmettere a chi lo ascolta. Dalle risposte che si ricevono poi ci facciamo un’idea personale del livello artistico del musicista. Nonostante questo lavoro rappresenti l’album d’esordio come solista, in realta` Roberto Uggiosi ha gia` una lunga carriera di musicista alle spalle fatta di musica live sin da meta`anni Ottanta. Molti progetti che prendono svariate direzioni, dal country-blues, alla musica caraibica, dalla dimensione acustica al rock elettrico, ma sempre con un unico denominatore, il feeling, l’emozione che non deve mai mancare nel suonare davanti al pubblico. Prodotto dallo stesso Uggiosi e da Giuliana Monti per la Django&Jackie Records, le sensazioni che D’Istinto riesce a dare sono chiare fin dal primo ascolto: atmosfere solari piene di energia e positivita` dove la musica emerge con la sua capacita` di riscaldare ed emozionare. Le tracce sono nove di cui due brani inediti firmati da Roberto, Vai e L’Uomo senza Braccia, e sette cover che attingono al repertorio di Jimi Hendrix, Bob Marley, Albert Colins e S.Stills riarrangiati in maniera convincente e in chiave prevalentemente black.Nonostante l’elevata caratura delle cover scelte, Up From The Sky e Electric Ladyland di Hendrix, Stir It Up e Real Situation di Bob Marley, i due inediti in italiano reggono il confronto e rendono l’intero lavoro omogeneo e credibile. Soprattutto il brano “Vai” esprime in pieno quelle sensazioni di positivita`ed energia che citavo precedentemente come caratteristiche principali dell' album e se qualcuno e`in cerca di sonorita` che facciano rilassare e godere del magico potere della musica, allora questo e` un cd che vale la pena ascoltare. Roberto Uggiosi (voce e chitarre) in questo lavoro e` accompagnato dalla Stayfreeband da lui stesso fondata composta da Luca Solini alla batteria, Marco Polidori al basso e Paolo Durante al hammond e piano. http://www.stayfreeband.com/ |