Controllando negli ultimi 2 mesi del 2011 la serie di concerti presi da 20 locali-campione dove si suona musica dal vivo, in particolare rock-blues, e’ emerso che oltre il 48% della programmazione e’ dedicata alle ormai divenute celebri tribute-band. Se poi si aggiunge che spesso un giorno della settimana e’ per le altrettante ogni-presenti jam-sessions, emerge con chiarezza che lo spazio dedicato alle band che propongono la loro musica diventa davvero esiguo.

Il rapporto fra le band e i gestori dei locali e’ spesso caratterizzato da una reciproca diffidenza: da una parte si accusa i locali di mancanza di cultura musicale e di mirare esclusivamente alla cassa, dall’altra parte ci si difende ripetendo che con i costi che una gestione di un locale comporta, se per avere entrate sicure e’ necessario far esibire le tribute-band, allora avanti con il karaoke-live e se poi anche una jam-session assicura un discreto successo di pubblico a costo zero, perche’ non ad infinite serate di super-classici sentiti almeno un migliaio di volte in ogni salsa.

Cercare di comprendere il punto di vista di chi ci sta di fronte e’ sempre un buon esercizio costruttivo di tolleranza e un utile strumento per individuare possibili soluzioni. Allora proviamo ad analizzare con calma la situazione: fra i gestori dei locali e le band c’e’ in mezzo probabilmente l’attore piu’ importante che decide il destino del locale e rappresenta l’obbiettivo delle band, cioe’ il pubblico. E’ vero che spesso i gestori dei locali sono talmente focalizzati nel far tornare i conti che si dimostrano alquanto poveri di idee e coraggio, ma certo non si puo` negare le difficolta` che incontrano nelproporre musica dal vivo: ad esempio, l’impossibilita` di poter mettere un biglietto di entrata ai concerti con il rischio di ritrovarsi il locale deserto data la cronica mancanza di curiosita’ della maggior parte del pubblico italiano che non si alza dal divano di casa se non puo’ ascoltare la sua musica preferita (gratuitamente), bere la sua birra preferita e incontrare le persone preferite. In mancanza di entrate e un cachet da pagare, il locale preferisce inseguire la logica delle scelte banali e proporre un’ “originalissima” Ligabue Cover Band che porta gente, consumazioni e tutti vissero felici e contenti.

In un contesto del genere, cosa possono fare le giovani Blues band che vogliono farsi conoscere e proporre la loro musica? Probabilmente i locali a cui ho fatto riferimento sopra non sono il contesto adatto per il Blues oppure ci si potrebbe offrire per qualche serata gratuitamente per farsi conoscere, non c’e’ niente di cui vergognarsi visto che musicisti dello spessore di Bob Dylan, Frank Zappa, Pete Seeger hanno cominciato cosi nel celebre Village di New York passando con il cappello a fine set per raccogliere le mance del pubblico e lasciare il palco al musicista successivo; se lo hanno fatto loro non vedo perche` non lo possa fare una giovane band. Per non citare altri nomi illustri della tradizione Blues come John Lee Hooker che faceva il cameriere in un locale di Detroit e durante le pause si esibiva come musicista...gratuitamente, cosi che fu notato da due talent scout della Modern Records che lo ascoltarono nel locale casualmente.

Il Blues e` musica di strada, allora perche` non esibirsi in strada fra la gente per promuovere il concerto della serata, cosi fate contenti anche i gestori dei locali, dopo tutto cosi comincio` un certo BB King. Insomma, non si puo` pensare di entrare dalla porta principale grazie ad agenzie e labels, certe soddisfazioni bisogna pure sudarsele. Quando Muddy Waters arrivo` a Chicago nei primi anni 40 proveniente dal Mississipi nessuno gli srotolo` il tappeto rosso o si strappo` i capelli per ascoltarlo e si sta parlando di Muddy Waters.

Tornando al grande John Lee Hooker, in un suo celebre brano definisce il Blues come “The Healer”, colui che guarisce le ferite: allora perche` non cercare il pubblico che ha bisogno di calore come gli anziani nelle case di cura, negli ospedali, nelle carceri, nei centri di assistenza per immigrati, orfanotrofi, insomma portare un po` di conforto ed emozione a coloro che ne hanno piu` bisogno.

Davanti a questo tipo di opportunita` che valore puo` avere la ricerca spasmodica di un’agenzia, di un manager, del contatto giusto che ti aiuti a suonare nel locale principale della tua citta` oppure della raccomandazione ad un’ etichetta che produca il tuo primo cd?

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