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TENERO MUSIC NIGHTS (CH) di G. Sfondrini
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| Un festival blues che io non conoscevo sino a questo mese di agosto 2011. Tenero Music Nights si svolge nella Svizzera italiana, nei pressi di Locarno, una zona che offre una ricca scelta estiva per gli appassionati di blues anche provenienti dal Nord Italia. Giunto alla quinta edizione, quest’anno ha in cartellone una serie di nomi prestigiosi del blues internazionale ed alcune realtà molto interessanti della scena blues ticinese e italiana. Come headliners: JW Jones Blues Band, giovane chitarrista, concreta speranza del blues canadese, Paul Lamb & The Kingsnakes, protagonisti del british blues moderno, Little Freddie King, il chitarrista del Mississipi, cugino del grande Lightning Hopkins e la Gene Taylor Band, ma anche Veronica & Red Wine Serenaders da Milano, la prestigiosa soul band ticinese Cross Fire capitanata dal chitarrista Ricky Braga con la cantante inglese Judith Emeline Rove, Arthur Miles con Lillo Rogati e Pablo Leoni, Marco Marchi & The Mojo Workers e altri nomi interessanti. La serata che ho seguito è stata quella del 17 agosto; il festival organizzato in un agriturismo, ti accoglie con una rilassante atmosfera country, con un grande prato dove sorge il palco e con cavalli al pascolo, una location particolare e molto piacevole. Protagonisti della serata Marco Marchi & The Mojo Workers e la Gene Taylor Band. Il quartetto svizzero ha offerto un ottima prova, protagonisti di un country blues acustico, mai didascalico ma suonato con passione e feeling. Marco Marchi esperto cantante, chitarrista e dobroista, Claudio Egli armonicista trascinante e mai sopra le righe e la sezione ritmica formata dal batterista Peo Mazza e dal lavoro oscuro ma efficacissimo del basso tuba suonato dal basilese Fabio Bianchi. Repertorio brillante a base dei loro arrangiamenti di classici del Delta Blues, da Robert Johnson a Blind Blake, dal Muddy Waters acustico di I Can’t Be Satisfied a Blind Boy Fuller per arrivare a Hoagy Carmichael e tornando ai giorni nostri, a Ry Cooder. Un gran bel concerto, dinamico e senza pause, blues acustico e ragtime suonati con una grinta da rock band, formazione nata di recente e dal futuro assicurato !!! Poi Gene Taylor, il funambolico pianista boogie, protagonista del rock blues americano sin dagli anni 70, con Canned Heat, Faboulous Thunderbirds e Blasters. Accompagnato dal contrabassista Nuno Alexandre, dal batterista Valerio Felice e dal chitarrista Bart De Moulder; il repertorio un classico mix di brani dello stesso Taylor e covers dei vari T Bone Walker, Big Joe Turner, Jimmy Reed ecc….a chiusura come bis la classica Jambalaya, dai sapori profondamente southern. Gene è un simpaticone e un grande entertainer. Il vino prodotto dall’agriturismo dove si svolge il festival, è sembrato a lui molto gradito…e il suo gioioso boogie è un ottima cura contro qualsiasi forma di spleen e tristezza di fine estate. Non mi ha convinto però il lavoro del chitarrista, un po’ impacciato e che francamente non mi è sembrato all’altezza del resto della band. Una bella serata e un'altra dimostrazione che il blues è una forma d’arte viva e vegeta, con un brillante futuro nonostante la crisi economica che ci opprime come il terribile caldo di questi ultimi giorni d’agosto.
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