La musica puo' essere fatta con la testa
oppure con il cuore, ogni musicista e' libero di prendere la decisione
che ritiene più in linea con la sua idea di musica: nel primo
caso si parla di marketing, target, profitti e immagine. Nel secondo
caso, si parla di passione, intensità', umilta', emozioni e tanti
sacrifici. Il Blues appartiene per sua natura indiscutibilmente alla
seconda categoria e la Treves Blues Band insieme a Francesco Piu hanno
onorato il Blues regalando al pubblico di San Giovanni Lupatoto (VR)
uno spettacolo fatto di emozioni e tanta passione.
Lo spettacolo di apertura di Francesco Piu si sviluppa nella forma tradizionale
del one-man-band show: grande intensità, ritmo, ironia e tanta
creativita`. “...incredibile il suo approccio alla musica,
una bestia, ogni sera parte da una base e la sviluppa con una creatività
e tecnica impressionante” - Luca Nardi, bassista della Treves
Blues Band). Fra i brani riarrangiati dal talentuoso Bluesman sardo
citiamo Robert Johnson (Crossroads, They’re Red Hot), Muddy Waters
(Mojo Working), Ray Charles (I Don’t Need No Doctor).... La performance
termina passeggiando fra il pubblico con megafono e armonica in un simbolico
abbraccio finale.
Pochi minuti per sistemare il palco ed e` gia` tempo di ripartire con
la storica Treves Blues Band.
Lo spettacolo che la Treves Blues Band sta portando per i teatri presenta
molte novita` a conferma dell' entusiasmo che circonda i musicisti capitanati
da Fabio Treves: innanzitutto, accanto ai brani dei grandi maestri del
Blues, questa volta sono presenti, piu` che in passato, numerosi pezzi
di quei bluesmen che non hanno mai raggiunto la notorieta` di BB King
oppure Muddy Waters, ma che hanno dato contributi decisivi allo sviluppo
di quella musica partita dalle piantagioni del Mississipi, ma poi divenuta
patrimonio mondiale dove non esistono differenze di colore e religione.
Quindi troviamo nella scaletta, Blind Willie McTell, Sonny Boy Williamson
II, Sonny Terry, Brownie McGhee e molti altri.
Altra novità sono i due nuovi brani che per la prima volta appaiono
nei concerti della Treves Blues Band: il primo e` un lento di Alex Kid
Gariazzo dalla grande intensità dove la chitarra di Alex e l’armonica
di Fabio si fondano a meraviglia in una progressione senza fine; il
secondo brano e` la trascinante Hey me, Hey Mama (scaricabile
da internet) che chiude lo show in una grande festa.
Ma le novita` non sono finite qui; oltre ad un suggestivo utilizzo delle
luci sul palco, l'idea più interessante è stata quella
di ricreare lo spirito essenziale del Blues, quello dei cantastorie
lungo i marciapiedi delle piccole cittadine del Mississipi: facendo
un passo avanti verso il pubblico la Treves Blues Band ha spesso abbandonato
l’amplificazione dei microfoni e con la proiezione di alcuni immagini
alle loro spalle che richiamavano alla storia del Blues, si e` creata
una vera magia all’interno del teatro dove la tradizione del suono
a cappella si e` coniugata perfettamente con la modernita` della tecnologia.
Anche questo rappresenta un modo intelligente di portare avanti il Blues,
la storia, il suono arcaico trascinato da nuovi canali.
In una cornice di novità sono emerse con ancora più forza
i cavalli di battaglia come Traintime al cui ascolto
anche chi non mastica Blues quotidianamente puo` apprezzarne il fascino
delle atmosfere e la bellezza delle sonorita` dell’armonica.
Concetti come amicizia, passione, gratitudine ricorrono
spesso nelle introduzioni di Fabio ai brani che la band va ad eseguire.
“…Blues non è solo suonare uno strumento e passare
alla cassa, ma è una scelta di vita, una mentalità, un
modo di vestire; Blues è parlare ai giovani, dare sollievo a
chi soffre suonando negli ospedali, nelle carceri, Blues è lottare
per inseguire il proprio sogno, dare consigli, aiutarsi a vicenda, avere
rispetto del prossimo e tante altre cose che non si possono esprimere
con le parole” – Fabio Treves.
Se volessimo individuare un ipotetico livello del Blues in Italia utilizzando
questo spettacolo, allora non ho dubbi nel considerarlo in grandissima
salute sia per la qualità dei musicisti, sia per la risposta
del pubblico che ha riempito la sala del Teatro Astra con grande entusiasmo
e coinvolgimento. Questo a conferma come nei periodi più difficili,
la gente sia in cerca di cose vere, essenziali che possano emozionare
e farci sentire vivi....e cosa c'è di meglio del Blues?
Un grazie a Fabio Treves che in tutti questi 35 anni di carriera ha
tenuto duro insistendo sull’importanza dell’onesta` musicale
e rimanendo fedele al proprio amore per il Blues e che vede coronare
con questo progetto autoprodotto in collaborazione con la GrooveCompany
un percorso fatto di sacrifici, difficolta` e tante soddisfazioni. Un
ringraziamento va anche a Alessandro Gariazzo, Luca Nardi, Massimo Serra
e Francesco Piu che riescono ad interpretare attraverso gli strumenti
le emozioni del Blues e a trasmetterle alla gente.