La TBB arriva a Romentino, comune a
due passi da Novara, grazie alla passione e lo spirito d’iniziativa
di “Bubu”, mittico proprietario della birreria “Mezzolitro”,
che ha occupato la piazza del paese per una tre giorni di festa all’insegna
di musica, birra e carne alla griglia. Una tre giorni non propria benedetta
dagli “dei” in quanto funestata dal maltempo, che ha rischiato
di far saltare gli appuntamenti musicali, pericolo scongiurato solo
grazie alla grande caparbietà di Bubu, sostenuto dalla popolazione
locale; ma mentre per il sabato la soluzione è stata tutto sommato
semplice, ovvero i gruppi sono stati ospitati sotto la tenda dell’autopista
installata dai giostrai in concomitanza della festa; l’appuntamento
con la Treves Blues Band, previsto per la Domenica, ha rischiato decisamente
il peggio, poiché l’attrezzatura e il pubblico coinvolto
non permettevano il ricorso al medesimo “escamotage”, si
è stati costretti quindi a prolungare di un giorno la festa per
consentire lo svolgimento del concerto in condizioni ottimali.
Eccoci quindi a lunedì sera 21 di giugno, primo giorno d’estate,
lo scialbo secondo pareggio dell’Italia ai mondiali del Sudafrica
è ormai stato sepolto sotto ettolitri di birra ed il popolo di
Romentino e dintorni gironzola intorno alla zona spillatori in attesa
dell’inizio del concerto. L’attesa è animata dalla
notizia che la TBB è arrivata a Romentino orfana del suo leggendario
bassista Tino “the Cappel-man” Cappelletti che, causa lo
slittamento della data, non ha potuto essere presente, perché
impegnato in un’improrogabile vacanza in Sardegna (….come
biasimarlo..) e sarà dunque rimpiazzato per l’occasione
dal cognato di Alex: Tommy, venduto dal Puma come sostituto ufficiale
del bassista, ho scoperto in seguito essere in realtà alla sua
terza presenza con la TBB dal 2005 !!!
Ma non c’è tempo di preoccuparsi troppo perché sul
palco sono già saliti i “pigreco”, gruppo di Pernate/Novara
che ha già aperto per la TBB l’anno scorso proprio a Pernate,
e da allora sono andati sempre in crescendo, aprendo anche per i Nine
Below Zero la stessa estate, il chitarrista, Tommy, ha avuto addirittura
l’onore di essere invitato sul palco per una jam con loro; nell’inverno
si è aggiunto al gruppo anche un cantante, il suo ingresso, oltre
a trasformare il “Power Trio” in un quartetto di Rock Blues
amante delle atmosfere progressive e della psichedelia seventies, ha
conferito maggiore personalità e sicurezza al gruppo, arricchendo
la scaletta con brani cantati in italiano di loro composizione; una
scelta coraggiosa per il genere che sicuramente gli rende il merito
di distinguersi nel panorama a maggioranza anglofono.
Nel corso della serata presentano i pezzi del loro del nuovo repertorio
(in italiano), qualche pezzo del vecchio repertorio (in inglese) impreziosendo
il tutto con una reinterpretazione di Tush sul finale dei mitici barbuti
del texas, gli ZZTop, che esalta la popolazione locale, un antipasto
per chi, come me, ha già in tasca il biglietto per il prossimo
15 luglio a Vigevano.
I pigreco sono in grande forma, il sound è ottimo ed infatti
il pubblico risponde positivamente ad un repertorio non proprio easy
listening. Alla fine applausi meritati ed un augurio per un futuro in
continuo crescendo, che li vedrà impegnati per altro in apertura
del concerto di Dana Fuchs all’AmenoBlues il 25/06 ed a luglio
nella splendida cornice della cava di Pusiano per il “Buscadero
Day”; maggiori info le trovate sul loro sito San Myspace: www.myspace.com/pigreco314
oppure sul sito della Web Rock Radio (già segnalata su queste
pagine) RockPartyShow.
A questo punto il pubblico ha raggiunto la giusta temperatura d’esaltazione
per accogliere come si conviene la Treves Blues Band sul piccolo ma
efficiente palco di Romentino. L’inizio è quello classico
e collaudatissimo “Flip, Flop and Fly” (Charles Calhoun
& Lou Willie Turner) con botta e risposta con il pubblico; quindi
carrellata dei grandi miti del Blues di Chicago: Elmore James, Muddy
waters, Willie Dixon, J. Reed, etc., Session acustica di particolare
efficacia ed atmosfera, forse anche grazie all’ambiente ristretto
e intimo che ne esalta l’interpretazione, tra le altre vengono
interpretae“Don’t call me on the phone” di Alex “Kid”
Gariazzo e “I can’t Be satisfied”; quindi cavalcata
verso il finale con il medley introdotto ed inframmezzato dalle note
di “Stone fox chase” di Buttrey e ben tre bis acclamati
a gran voce da un popolo in visibilio: Mojo workin’, Sweet Home
Alabama e la richiestissima Walkin’ Blues.
I detrattori della TBB dicono: “E’ sempre la stessa scaletta….suonano
in 12 battute classiche….sono una Cover Band!!!” ; ora,
a parte che nel blues non esiste la parola Cover ma al massimo una reinterpretazione,
che è simbolo di rispetto, di appartenenza non ad un genere musicale
ma bensì ad un movimento, un modo di pensare, un simbolo riconosciuto
e rispettato da qualunque artista interprete del movimento. Per quanto
riguarda invece i primi due appunti, meglio di me possono rispondere
le parole di due giovani Paul Mcartney e John Lennon dopo uno storico
concerto di Chuck Berry a Londra : “ suona sempre la stesa cosa…..ma
lo fa bene !!”
Concludo Una nota di merito particolare per il “rimpiazzo”
Tommy che non ha fatto rimpiangere la mancanza del leggendario Tino
Cappelleti nonostante la situazione non fosse delle più agevoli
in quanto arruolato solo il giorno precedente al concerto; certo non
poteva esserci l’affiatamento di anni di prove e concerti insieme,
ma comunque un evidente professionalità ha permesso di superare
efficacemente le difficoltà incontrate.