Ana Popovic è uno degli ospiti
d’eccezione del Lario Jazz’n’Blues Festival, una bella
kermesse musicale quasi completamente gratuita (come ce ne dovrebbero
essere di più in Italia) variegata sia come musica proposta,
si passa infatti da JAX ad artisti Blues tradizionali quali Roy Roberts,
che come location, disseminate tra i comuni compresi tra i due grandi
capoluoghi lacustri di Como e Lecco.
Il concerto di Ana Popovic si tiene appunto nella piazza Garibaldi di
Lecco. Dopo la presentazione dell’organizzatore di turno, cui
va il mio plauso per essere riuscito a creare un festival così
di livello e qualità internazionale, si presenta sul palco il
gruppo di Ana che introduce la bionda, virtuosa chitarrista e cantante
serba con un primo pezzo strumentale; con l’ingresso della leader
ha inizio il vero e proprio concerto. La formazione è navigata
e chi come me l’ha vista esibirsi in Italia negli ultimi anni
ha potuto infatti notare che, a parte il giovane ed interessante batterista,
il gruppo è invariato rispetto alle passate esibizioni e comprende
l’esuberante ed energico bassista Ronald Jonker (che le voci di
corridoio dicono sia il marito di Ana) e lo psichedelico tastierista
Mike Finnigan.
Dopo aver assaggiato la temperatura del pubblico, che a dir la verità
si dimostra un po’ freddino, la band parte sparata mettendo in
fila quattro o cinque pezzi senza una pausa e la scelta si dimostra
azzeccata perché, alla prima pausa disponibile, il pubblico,
ormai incandescente, non può far altro che ricoprirli di applausi
ed urla di giubilo.
In effetti, c’è da dire che proporre brani Blues di propria
composizione ad un pubblico variegato come quello di un evento gratuito
non è proprio facile a meno di esere gente come Ana Popovic che
abbina ad una tecnica sopraffina (tale da far scomodare paragoni scomodi
con leggende del calibro di Jimi Hendrix e Steve Ray Vaughan giusto
per citarne qualcuno) una buona vocalità al servizio di brani
Rock Blues energici oppure a dei “Bluesettoni” (come direbbe
il mitico Puma) di grande atmosfera.
Il concerto è anche un occasione, per il gruppo, di presentare
i brani del nuovo CD che uscirà alla fine di luglio in America
ed a settembre in Europa e che, ad un primo ascolto “live”,
mi hanno dato un’ottima impressione; a questi brani vengono abbinati
pezzi storici della discografia di Ana popovic. infine, tanto per non
smentire le voci che l’accostano ai grandi del passato, la bella
chitarrista delizia il pubblico presente con 2 interpretazioni di quelli
che lei definisce i suoi maestri, ovvero proprio Jimi Hendix e Steve
Ray Vaughan prima di concedersi ai fan per autografare i CD e altri
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