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ALVIN “YOUNGBLOOD” HART TRIO dal Mississipi al Po (Piacenza) di Guido Sfondrini |
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Sabato 25 giugno, terza serata del Piacenza Blues Festival, “Dal Mississipi al Po”, giunto al settimo anno di programmazione, con un interessante mix di sensibilità alla musica (blues/soul) e alla letteratura come caratteristica specifica del festival stesso. Nella splendida cornice del Teatro Municipale di Piacenza, ad aprire la serata due ospiti: Linwood Barclay, discografico, titolare della From Dust To Digital, etichetta specializzata nel recupero di vecchie matrici gospel e blues anni 30/40 e del loro restauro sonoro e Lance Leadbetter, scrittore giallista americano, che hanno presentato la serata, intitolata: “The Guitar Is My Blues”. La musica inizia con il duo Nerak Roth Patterson e Nerak Roth Patterson Junior, padre e figlio, entrambi chitarristi provenienti dall’Ohio. Il loro è un blues un po’ scolastico e senza particolare emotività, Crossroad, Everiday I Have The Blues e la dylaniana Knocking On Heavens Door i primi brani in scaletta, il giovane Patterson Jr. è emozionato e un po’ insicuro nel ruolo di chitarrista ritmico in cui è costretto dal padre, che a sua volta sembra gigioneggiare e un po’ “suonarsi addosso”, a salvare la baracca l’improvviso ingresso in scena dell’inossidabile Andy J.Forest, che con il suono meraviglioso delle sue bluesharp ci regala un po’ di vero blues feeling. Francamente c’e del blues suonato da musicisti italiani, molto più “really blues” di quello presentato da questo duo afroamericano. Poi, dopo una breve pausa, arriva l’headliner della serata: Alvin Youngblood Hart Trio, il chitarrista afro americano di Oakland, una realtà ormai consolidata del blues moderno, di casa nei festival estivi nella penisola. Accompagnato, come ormai accade da alcuni anni, dalla sezione ritmica degli WIND, formata da Silver Bassi e Fabio Drusin, sempre precisa e potente. Il nostro si scatena subito proponendo un rock blues puntuto e aggressivo (Big Mama’s Door), schizzato di funky, Alvin cambia chitarra quasi ad ogni brano, alternando Gibson Les Paul e Firebird, Fender Telecaster e una vecchia Danelctro scrostata, così come cambia generi musicali, dal rock blues di cui sopra al blues del Delta, dal funk al country, dal rock psichedelico al reggae, brani di sua composizione (Electric Eel, Just About To Go) si alternano a covers come la trascinante Mr. Soul dei Buffalo Springfield, In My Time Of Dying/ No Quarter dai Led Zeppelin, Lawd I’m a Country Boy del Sir Douglas Quintet, poi Neil Young, il blues di Skip James e molto altro, certamente non ci si annoia ad un concerto di Alvin Youngblood Hart !!! Ottimo chitarrista mai troppo logorroico e vocalist di primordine, certamente non si risparmia e on stage da tutto se stesso. Una parola doverosa sui due friulani WIND, veramente bravi, il basso Gibson di Drusin è assolutamente protagonista nell’economia del sound del trio. Successo
meritato, e un bis solitario in cui Alvin ci regala un paio di Delta
blues scheletrici senza nessuna concessione ad inutili spettacolarità.
Pubblico soddisfatto e anch’io sono contento della musica che
ho sentito e delle squisite lumache mangiate prima del concerto con
un abbondante innaffiamento di Gutturnio DOC….ciao e alla prossima….
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