Appuntamento n°4 del “Bloom
in Blues” manifestazione ad appuntamento mensile organizzata dal
Bloom di Mezzago in collaborazione con l’instancabile “Italian
Blues River” e con la supervisione artistica del Mitico Puma di
Lambrate, Fabio Treves e la promozione di Radio Lifegate e le riviste
Jam e Il Blues. L’Italian Blues River per chi ancora non la conoscesse,
è un’associazione senza scopo di lucro che ha l’intento
di promuovere la cultura musicale, come bene culturale, sociale e individuale,
allestendo concerti, festival (tra cui quello bellissimo di Brivio di
cui trovate un mio entusiastico report dell’edizione 2009 su questo
stesso sito), corsi di musica, sostegno alle produzioni musicali e multimediali,
ecc….I soci ci tengono però a ricordare, come potete trovare
sul loro sito www.italianbluesriver.com, che non sono un’agenzia
musicale né di collocamento di artisti, ma una sorta di contenitore
di proposte che vengono vagliate dall’associazione stessa e riproposte
tenendo conto della qualità degli artisti e della loro disponibilità.
Proposte d’alta qualità come la rassegna Choco n’Blues
a Gorgonzola, Le jam session al “Giro di Vite” di Sirtori,
ed “Bloom in Blues” appunto che ha nel programma artisti
internazionali di grande caratura come Nine Below Zero, Gene Taylor
(Canned Heat, Blasters..), Francesco Piu, anticipati, in ogni serata,
dall'esibizione in acustico di un'artista italiano scelto per l'alta
"attitudine blues". Una manifestazione, quella del Bloom,
che era cominciata a dir poco con il botto, con il SOLD OUT della TBB
che aveva costretto, in quella gelida serata di sabato 21 Novembre,
numerosi fans, tra cui il sottoscritto, a origliare dall’esterno
delle uscite di sicurezza del locale l’esibizione dei loro beniamini,
fino a quando la band, mossa da compassione, non congedava gli irreducibili
esclusi uscendo dal locale per omaggiarli con l’esibizione di
un pezzo acustico.
L’appuntamento di questa sera, che ha comunque una buona affluenza
di pubblico, è aperto dai “Bad Luck Company”; un
gruppo emergente del panorama Blues nazionale, per non dire esordiente,
visto che il gruppo è attivo solo da un paio d’anni e si
esibisce questa sera, forse per la prima volta, di fronte al pubblico,
preparato e critico, delle occasioni importanti seppur in versione ridotta,
con soli due elementi, per la session d’apertura del concerto
di Andy J. Forest. Nonostante le premesse comunque il duo, che si presenta
sul palco con un look simil Blues Brothers, non tradisce alcuna emozione,
forse anche per il calore del pubblico, in molti tra i presenti infatti,
riconoscono ben presto tra i due interpreti Isidoro Serrati “The
Real Factotum” del TBB fan club (http://www.tbbfanclub.com/) che
questa volta, invece che dietro al solito tavolo sommerso da magliette
e gadget è in pole position come chitarrista sul palco del Bloom
accompagnato alla voce e cassa/sgabello, per il tempo, da Iacopo.
Il duo propone pezzi leggendari della tradizione Blues, come “Dust
my Broom” di Elmore james, “Crossroad” e “Come
on in my kitchen” di Robert johnson, il tutto in una veste essenziale
che esalta il suono della chitarra resofonica di Isidoro e con un interpretazione
che trasuda letteralmente di passione, forse la stessa se non maggiore,
difficile dirlo, che Isidoro ci mette nell’organizzare, promuovere,
aggiornare, arricchire, informare, contattare, etc.. nel TBB fan club.
Al termine dell’esibizione dei “Bad Luck Company”,
dopo qualche minuto di pausa necessario per il riassetto dell’impianto,
è finalmente il momento dell’artista di punta di questo
appuntamento di “Bloom in Blues”: Andy J Forest è
uno di quei personaggi difficile da etichettare un grandissimo artista
dall’incontenibile creatività di cui ne è testimone
la sua poliedricità artistica: armonicista, cantante, chitarrista,
ma anche attore (con Tinto Brass), testimonial pubblicitario, songwriter,
scrittore nonché pittore (alcune delle sue opere grafiche le
potet trovare all’House of Blues d’oltre oceano o sulle
copertine di alcuni suoi CD)…insomma non si è fatto mancare
nulla.
Come armonicista ha uno stile unico che s’ispira fortemente alle
sue origini Cajun ed una tecnica sopraffina, per esempio è l’unico
che io conosco nel blues che passa tranquillamente dall’armonica
cromatica a quella diatonica. Le sue esibizioni dal vivo, che rispecchiano
fortemente la sua personalità pirotecnica e carismatic, gli hanno
dato l’oppurtinità di aprire i concerti per B.B. King (7
volte), Albert King, Canned Heat, Magic Slim, Stevie Ray Vaughan, Buddy
Guy & Jr. Wells, The Blind Boys of Alabama, Roy Rogers, John Hammond
e Johnny Winter (solo per citarne alcuni).
Nel 79 arriva in Italia e d’allora ha sempre mantenuto un rapporto
confidenziale con il nostro paese vivendoci anche per qualche tempo.
Nel 1989, al Montreaux Jazz Festival, B.B. King chiede la sua presenza
durante una jam session con Bobby “Blue” Bland, Joan Baez
e Luther Allison; la stessa estate lo inviterà per una jam con
Jeff Healy al Pistoia Blues Festival, in Italia. Altri illustri musicisti
hanno avuto Andy sul palco con loro inclusi: Taj Mahal, Screamin’
Jay Hawkins, James Cotton, Walter “Wolfman” Washington,
Jimmy Johnson, Sugar Blue, Willy DeVill.
Si è esibito nei più importanti festival tra Europa ed
America: al New Orleans Jazz and Heritage Festival una dozzina di volte
dal 1983, al King Biscuit Festival, Amsterdam Blues Festival, Nantes
-Rendezvous dans l’Erdre, Lugano Blues, senza dimenticare Pistoia
e San Remo. Andy diventa anche molto conosciuto attraverso la rete televisiva
mondiale, che trasmette parte dei suoi concerti, e delle sue interviste,
in occasioni importanti. Due suoi concerti per il “Lugano Blues
to Bop Festival” vengono ripresi dalla televisione nazionale svizzera
nel 1994 e nel 1996; una famosa televisione canadese fa apparire Andy
J Forest Band sulle sue reti e anche la BBC trasmette Andy per il “Jazz
me Blue” e, per ultimo, la rete televisiva italiana trasmette
dei suoi pezzi in programmi quali “D.O.C.”, Jeans, Roxy
Bar, MTV, Pickwick, San Remo Blues Festival e Ravenna Blues festival
con B.B. King, Charles Brown e Tribute to Muddy Waters.
L’esibizione di questa sera è come sempre carica d’energia,
accompagnato dalla sua fidattissima e italianissima Band, il trio composto
da Heggy Vezzano, Luca Tonani e Pablo Leoni, la band migliore che Andy
abbia mai trovato in Europa, ci mette davvero pochissimo a scaldare
il pubblico ed a trascinarlo nelle danze sulle note dei suoi Blues sempre
fortemente speziati dagli aromi della Louisiana e talvolta caraibici.
La scaletta prevede oltre naturalmente a pezzi classici, molti brani
estrapolati dal suo ultimo ottimo album “The Real Stories”;
un album realizzato interamente in America con il trio italiano di questa
sera, prodotto da Anders Osborne, che ha vinto il Best Blues Album di
New Orleans nel 2007 e di cui spero di trovare il tempo per parlarvene
in forma più dettagliata su queste stesse “Web pages”.
Dal vivo i pezzi dell’album si arricchiscono di intensità
e sfumature, il concerto di questa sera è poi impreziosito dalla
presenza di Daniele Tenca (ex frontman dei milanesi Badlands) che viene
invitato sul palco per presentare un brano dal suo nuovo interessante
lavoro “Blues For The Working Class” un CD realizzato con
la collaborazione proprio di A.J. Forest. Tenca torna sul palco anche
per l’immancabile Jam finale accompagnato dalla sua scatenatissima
amica/compagna (??) che tra un passo di danza ed un dimenamento esibisce
al microfono anche una voce potente che condisce alla perfezione il
tripudio orgiastico che deve sempre caratterizzare un finale Blues.
Alla prossima.