Andy J Forest

Bloom in Blues 19/02/2010

di BeZ

 

Appuntamento n°4 del “Bloom in Blues” manifestazione ad appuntamento mensile organizzata dal Bloom di Mezzago in collaborazione con l’instancabile “Italian Blues River” e con la supervisione artistica del Mitico Puma di Lambrate, Fabio Treves e la promozione di Radio Lifegate e le riviste Jam e Il Blues. L’Italian Blues River per chi ancora non la conoscesse, è un’associazione senza scopo di lucro che ha l’intento di promuovere la cultura musicale, come bene culturale, sociale e individuale, allestendo concerti, festival (tra cui quello bellissimo di Brivio di cui trovate un mio entusiastico report dell’edizione 2009 su questo stesso sito), corsi di musica, sostegno alle produzioni musicali e multimediali, ecc….I soci ci tengono però a ricordare, come potete trovare sul loro sito www.italianbluesriver.com, che non sono un’agenzia musicale né di collocamento di artisti, ma una sorta di contenitore di proposte che vengono vagliate dall’associazione stessa e riproposte tenendo conto della qualità degli artisti e della loro disponibilità. Proposte d’alta qualità come la rassegna Choco n’Blues a Gorgonzola, Le jam session al “Giro di Vite” di Sirtori, ed “Bloom in Blues” appunto che ha nel programma artisti internazionali di grande caratura come Nine Below Zero, Gene Taylor (Canned Heat, Blasters..), Francesco Piu, anticipati, in ogni serata, dall'esibizione in acustico di un'artista italiano scelto per l'alta "attitudine blues". Una manifestazione, quella del Bloom, che era cominciata a dir poco con il botto, con il SOLD OUT della TBB che aveva costretto, in quella gelida serata di sabato 21 Novembre, numerosi fans, tra cui il sottoscritto, a origliare dall’esterno delle uscite di sicurezza del locale l’esibizione dei loro beniamini, fino a quando la band, mossa da compassione, non congedava gli irreducibili esclusi uscendo dal locale per omaggiarli con l’esibizione di un pezzo acustico.


L’appuntamento di questa sera, che ha comunque una buona affluenza di pubblico, è aperto dai “Bad Luck Company”; un gruppo emergente del panorama Blues nazionale, per non dire esordiente, visto che il gruppo è attivo solo da un paio d’anni e si esibisce questa sera, forse per la prima volta, di fronte al pubblico, preparato e critico, delle occasioni importanti seppur in versione ridotta, con soli due elementi, per la session d’apertura del concerto di Andy J. Forest. Nonostante le premesse comunque il duo, che si presenta sul palco con un look simil Blues Brothers, non tradisce alcuna emozione, forse anche per il calore del pubblico, in molti tra i presenti infatti, riconoscono ben presto tra i due interpreti Isidoro Serrati “The Real Factotum” del TBB fan club (http://www.tbbfanclub.com/) che questa volta, invece che dietro al solito tavolo sommerso da magliette e gadget è in pole position come chitarrista sul palco del Bloom accompagnato alla voce e cassa/sgabello, per il tempo, da Iacopo.


Il duo propone pezzi leggendari della tradizione Blues, come “Dust my Broom” di Elmore james, “Crossroad” e “Come on in my kitchen” di Robert johnson, il tutto in una veste essenziale che esalta il suono della chitarra resofonica di Isidoro e con un interpretazione che trasuda letteralmente di passione, forse la stessa se non maggiore, difficile dirlo, che Isidoro ci mette nell’organizzare, promuovere, aggiornare, arricchire, informare, contattare, etc.. nel TBB fan club.


Al termine dell’esibizione dei “Bad Luck Company”, dopo qualche minuto di pausa necessario per il riassetto dell’impianto, è finalmente il momento dell’artista di punta di questo appuntamento di “Bloom in Blues”: Andy J Forest è uno di quei personaggi difficile da etichettare un grandissimo artista dall’incontenibile creatività di cui ne è testimone la sua poliedricità artistica: armonicista, cantante, chitarrista, ma anche attore (con Tinto Brass), testimonial pubblicitario, songwriter, scrittore nonché pittore (alcune delle sue opere grafiche le potet trovare all’House of Blues d’oltre oceano o sulle copertine di alcuni suoi CD)…insomma non si è fatto mancare nulla.


Come armonicista ha uno stile unico che s’ispira fortemente alle sue origini Cajun ed una tecnica sopraffina, per esempio è l’unico che io conosco nel blues che passa tranquillamente dall’armonica cromatica a quella diatonica. Le sue esibizioni dal vivo, che rispecchiano fortemente la sua personalità pirotecnica e carismatic, gli hanno dato l’oppurtinità di aprire i concerti per B.B. King (7 volte), Albert King, Canned Heat, Magic Slim, Stevie Ray Vaughan, Buddy Guy & Jr. Wells, The Blind Boys of Alabama, Roy Rogers, John Hammond e Johnny Winter (solo per citarne alcuni).


Nel 79 arriva in Italia e d’allora ha sempre mantenuto un rapporto confidenziale con il nostro paese vivendoci anche per qualche tempo. Nel 1989, al Montreaux Jazz Festival, B.B. King chiede la sua presenza durante una jam session con Bobby “Blue” Bland, Joan Baez e Luther Allison; la stessa estate lo inviterà per una jam con Jeff Healy al Pistoia Blues Festival, in Italia. Altri illustri musicisti hanno avuto Andy sul palco con loro inclusi: Taj Mahal, Screamin’ Jay Hawkins, James Cotton, Walter “Wolfman” Washington, Jimmy Johnson, Sugar Blue, Willy DeVill.


Si è esibito nei più importanti festival tra Europa ed America: al New Orleans Jazz and Heritage Festival una dozzina di volte dal 1983, al King Biscuit Festival, Amsterdam Blues Festival, Nantes -Rendezvous dans l’Erdre, Lugano Blues, senza dimenticare Pistoia e San Remo. Andy diventa anche molto conosciuto attraverso la rete televisiva mondiale, che trasmette parte dei suoi concerti, e delle sue interviste, in occasioni importanti. Due suoi concerti per il “Lugano Blues to Bop Festival” vengono ripresi dalla televisione nazionale svizzera nel 1994 e nel 1996; una famosa televisione canadese fa apparire Andy J Forest Band sulle sue reti e anche la BBC trasmette Andy per il “Jazz me Blue” e, per ultimo, la rete televisiva italiana trasmette dei suoi pezzi in programmi quali “D.O.C.”, Jeans, Roxy Bar, MTV, Pickwick, San Remo Blues Festival e Ravenna Blues festival con B.B. King, Charles Brown e Tribute to Muddy Waters.


L’esibizione di questa sera è come sempre carica d’energia, accompagnato dalla sua fidattissima e italianissima Band, il trio composto da Heggy Vezzano, Luca Tonani e Pablo Leoni, la band migliore che Andy abbia mai trovato in Europa, ci mette davvero pochissimo a scaldare il pubblico ed a trascinarlo nelle danze sulle note dei suoi Blues sempre fortemente speziati dagli aromi della Louisiana e talvolta caraibici. La scaletta prevede oltre naturalmente a pezzi classici, molti brani estrapolati dal suo ultimo ottimo album “The Real Stories”; un album realizzato interamente in America con il trio italiano di questa sera, prodotto da Anders Osborne, che ha vinto il Best Blues Album di New Orleans nel 2007 e di cui spero di trovare il tempo per parlarvene in forma più dettagliata su queste stesse “Web pages”.


Dal vivo i pezzi dell’album si arricchiscono di intensità e sfumature, il concerto di questa sera è poi impreziosito dalla presenza di Daniele Tenca (ex frontman dei milanesi Badlands) che viene invitato sul palco per presentare un brano dal suo nuovo interessante lavoro “Blues For The Working Class” un CD realizzato con la collaborazione proprio di A.J. Forest. Tenca torna sul palco anche per l’immancabile Jam finale accompagnato dalla sua scatenatissima amica/compagna (??) che tra un passo di danza ed un dimenamento esibisce al microfono anche una voce potente che condisce alla perfezione il tripudio orgiastico che deve sempre caratterizzare un finale Blues. Alla prossima.

 

 


Bloom in Blues 2010
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