Serata “d’altri tempi”
al JumpinJazz di Milano. Mai combinazione tra locale e musica proposta
(Live) è stata più azzeccata, magari non dal punto di
vista del prestigio, ma l’effetto scenico è sicuramente
stato insuperabile; a partire dalla copertina dei menu posizionata sui
tavolini che recita “il piccolo Cotton Club di Milano”,
descrizione più che appropriata, almeno per chi come me non è
mai stato in un vero “cotton club”,il JumpinJazz appaga,infatti,
tutte le immaginazioni che mi ero fatto su un posto del genere: con
l’autoritario padrone di casa Walter a dettare i tempi ai musicisti
che si esibiscono, i tavoli diligentemente disposti in prossimità
del bancone e lungo le pareti in modo da lasciare spazio davanti al
palco dove il pubblico presente si può scatenare nelle danze…Si
avete capito bene, in questo posto c’è gente che ascolta
il Blues, Blues magistralmente suonato, e lo balla!! Il tutto in centro
a Milano di fianco ad un locale come lo Zelig.
Ho parlato di Blues magistralmente interpretato non a caso, perché
in questa serata “d’altri tempi” non poteva che esserci
Egidio Juke Ingala con The Jacknives da Bologna, dei veri maestri nel
proporre un Blues swingato, ricco di Boogie, swamp e il Rock’n’roll
più classico, che si richiama al Chicago Style anni ’50
anche nella formazione: con contrabbasso, batteria, chitarra ed all’armonica
(diatonica e cromatica) e voce di Egidio Juke, un personaggio che ha
studiato e fatto sua la lezione dei grandi armonicisti del passato e
la ripropone con intensità e carisma oltre che indubbie capacità.
Il repertorio è estratto direttamente da mostri sacri dell’armonica
come Little Walter, Big Walter Horton, Slim Harpo ed attentamente selezionato
per la serata, con massicce dosi di groove che trascinano i danzatori
in improbabili corografie degne di navigati professionisti e fiumi d’applausi
al termine dei brani.
Nonostante l’inverno cominci a bussare alle porte, la temperatura
nel locale sale in fretta grazie a brani come: scratch my back, she’s
belong to me, Baby’s boogie e quando il punto d’ebollizione
è raggiunto ecco che il momento viene suggellato con un interpretazione
da pelle d’oca del leggendario Marion Walter Jacobs, Alias: Little
Walter.
Alla fine pubblico esausto dalle danze, ma soddisfatto per una serata
coinvolgente e ricca di stile.