Watermelon Slim & The Workers

Milano 16 Giugno 2010

 

di GUIDO SFONDRINI

 

Prima serata del festival del Blues dell’Idroscalo a Milano e subito grande musica. Dopo una giornata piovosa che certo non ha incentivato il pubblico al partecipare ad un festival open air, l’inizio di questa rassegna, ormai alla sesta edizione e unica rassegna blues gratuita nell’esosa Milano degli anni 2000. Organizzata dall’inossidabile Fabione Treves e patrocinata (a sorpresa…) dalla Provincia di Milano. Prima serata e ad aprire il concerto, il duo semi-acustico tosco/lombardo dei Bad Luck Brothers, che ci ha offerto un repertorio fatto soprattutto di classici brani di Robert Johnson, dimostrando una buona tecnica e amore per il blues ma anche una certa (comprensibile) emozione. A seguire il protagonista della serata: Bill Homans aka Watermelon Slim & The Workers. Musicista originario dell’Oklahoma, ma oggi stabilitosi in Canada, negli anni 70 pubblica un disco come Merry Airbrakes, band composta da veterani della guerra del Vietnam, tra folk, blues, allucinogeni e impegno politico, disco tanto bello quanto sconosciuto….poi per 20 anni fa molteplici lavori tra cui il camionista e il falegname, si laurea per ben 2 volte in storia e in giornalismo e dagli anni 90 sviluppa una solida carriera musicale solista che lo porta alla pubblicazione di molti lavori discografici e alla collaborazione con nomi importanti del blues e del rock americano tra cui John Lee Hooker, Champion Jack Dupree, Robert Cray, Henry Vestine e Bonnie Raitt. Il concerto va via alla grande con un ora e tre quarti di blues sudista e sonorità roots; l’armonica (suonata con feeling senza cadere in eccessi circensi), la voce e la lap steel guitar di Homans sanno emozionarci e il suo talking spesso in un pittoresco quanto volenteroso italo/americano sa anche divertirci, la band lo asseconda con dedizione e grande bravura. Ad aprire le danze un classico di Slim Harpo: I’m a King Bee, poi brani di sua composizione tra cui riconosciamo Devil’s Cadillac, Mac Blues e Juke Joint Woman, a seguire altre brillanti cover di Elmore James e ancora di Slim Harpo e a chiusura del concerto una struggente Angels from Montgomery tratta dal repertorio di John Prine e resa famosa da Bonnie Raitt, suonata e cantata da solo con la sua voce vissuta e la chitarra slide, grande entusiasmo del pubblico, che nel frattempo è arrivato abbastanza numeroso, una bella serata di blues a Milano, ed è solo la prima !!!

Sandra Hall Blues Band

Milano 23 giugno


La seconda serata dell’Idro Blues Festival di Milano vede la performance di Sandra Hall, navigata vocalist di provenienza gospel, originaria di Atlanta, con una lunga carriera alle spalle che l’ha vista opener per concerti di mostri sacri come Steve Ray Vaughan e Robben Ford. Da tempo calca i palcoscenici nostrani, protagonista di molti festival estivi nella penisola. La serata è decisamente estiva e l’afflusso di pubblico numeroso. Come opener i Blues Clues, duo acustico per l’occasione formato dal chitarrista e vocalist Renato Amici e da chi scrive alla bluesharp e alla voce…per cui non mi dilungo in una auto-recensione della nostra performance, lascio ad altri il giudizio, ma il pubblico è comunque sembrato gradire il nostro blues…A seguire la band di Sandra Hall, in pratica la Gnola BB, abituale compagno on stage della Hall, senza la presenza di Gnola impegnato in tour con Davide Van De Sfroos e con, nel ruolo di chitarrista solista, il giovane Francesco Piu, uno che è ormai una realtà consolidata del blues italiano. Il concerto si apre con Let’s Good Time Roll, la formidabile voce di Sandra (erede di Koko Taylor e Ruth Brown…) è subito protagonista, poi altri classici del blues e del soul sino ad una bella versione di Dock Of The Bay, l’eterno brano di Otis Redding emoziona il pubblico, che tributa alla band e alla Hall il meritato successo….a chiudere una classica Sweet Home Chicago, regalata come encore ad un pubblico milanese in visibilio. L’Idro Blues Festival non ci tradisce e ci regala (gratis…) un’altra bella serata di blues.

 

Mark Dufresne & Maurizio Pugno Band

Milano 15 Luglio


Serata bollente, in tutti i sensi, all’Idro Park Blues Festival di Milano. High Temperature era il titolo di un vecchio blues di Sonny Boy Williamson, fa un caldo schianto e mai titolo fu più azzeccato per definire la serata. Dopo un duo d’apertura armonica/chitarra che ho seguito poco e tra una chiacchiera e un'altra, cercando di tutelarsi dall’assalto delle zanzare, verso le 22.00 sale sul palco la band di Maurizio Pugno , giovane chitarrista dai tocchi jazzati, originario di Gubbio, con lui il tastierista Alberto Marsico e la sezione ritmica Rossi/Villani. Dopo un brano strumentale introduttivo entra in scena Mark Dufresne, armonicista ma soprattutto ottimo vocalist proveniente da Seattle. Dufresne vanta collaborazioni importanti alle spalle,infatti ha suonato con la Hollywood Fats Band, con i Roomfull Of Blues e con Sugar Ray Norcia, vanta nomination al Grammy e vince il W.C. Handy come best band nel 2004. I brani proposti sono quasi tutti composti da Dufresne, swing/blues di classe dove spicca la preparazione dei musicisti italiani che lo accompagnano; Dufresne mago dell’armonica cromatica, mi colpisce soprattutto per la sua bellissima voce, canta in modo divino, con un estensione vocale incredibile e uno swing innato. Anche Pugno e Marsico, cadenzano con i loro ottimi suoni il lavoro della band, che risulta molto oltre le mie aspettative (non li avevo mai sentiti suonare…). Il successo è assicurato e il concerto si conclude tra le ovazioni del numeroso pubblico. Ancora una bella serata di blues a Milano; non è una sviolinata ma è necessario ringraziare Fabio Treves e sua moglie Susanna per l’impegno messo nell’organizzare questo festival, gratuito e capace di offrire ottima musica.

 

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