BLOOM IN BLUES 2011

di BeZ

 

Seconda edizione del “Bloom in Blues”, rassegna musicale nata “dalla volontà di creare un appuntamento mensile di alto profilo musicale, che divenga riferimento per tutti gli appassionati del Blues e non solo”. Una manifestazione di grande qualità a partire dalla direzione artistica composta da Italian Blues River e Fabio Treves, ed i media partner (Il Blues; Radio Lifegate; Jam; Treves Blues Band Fan Club) organizzata in un locale storico quale il Bloom di Mezzago, a dimostrazione che non è necessario risiedere in una grande città per creare eventi di pregio.


Una rassegna Blues a 360°che si è aperta con Jimmy Burns e Luca Giordano accompagnati dal grande armonicista Quique Gomez; ha poi presentato il meglio del “futuro” del Blues Italiano con Daniele Tenca in duo ed il fenomeno del momento: il vulcanico Francesco Piu, originario della Sardegna, come chiaramente indica il suo cognome, in formazione di Super Trio con Pablo Leoni alla batteria (prestato nientemeno che della band di A.J. Forest ) e l’eccezionale armonicista Davide Speranza. Il Bloom in Blues ha quindi onorato il Mito dell’immenso Robert Johnson, mettendo sul palco il gotha del Blues di strada nazionale: Mauro Ferrarese e Angelo Leadbelly Rossi accompagnati dai The Jacknives, in unica e coinvolgente Jam Session con le musiche immortali del grande ispiratore che proprio nel 2011 avrebbe compiuto 100 anni. Non dimentichiamo infine il concerto, ultimo in ordine cronologico, del grandissimo Eric Bibb a Febbraio.


Questa sera il palco del Bloom in Blues presenta un altro nome di quelli da far tremare i polsi a qualunque appassionato di Blues: Sugar Blue. Non vi dice niente??? Avete Presente il riff di armonica della canzone “Miss You” degli stones, che peraltro è forse uno dei riff d’armonica più famosi al mondo?? Bene l’ha scritto e suonato Sugar Blue. Ma non solo; è apparso dal vivo con gli Stones in numerose occasioni, anche se ha sempre rifiutato il posto come session-man permanente, preferendo tornare negli Stati Uniti per seguire per due anni in tour il suo amico e mentore Willie Dixon, nell'ambito del Chicago Blues All Stars, prima di mettere insieme la sua band nel 1983; Nel 1985 ha vinto il Grammy Award per il suo lavoro sull'album Blues Explosion, registrato dal vivo al Montreux Jazz Festival. Nella sua carriera compare anche un apparizione cinematografica nel film di culto Angel Heart. Nei primi anni del nuovo millennio arriva in Italia e la leggenda vuole che, innamoratosi della nostra “grappa”, si ritrovi in tour con Davide Van De Sfroos (?) ed il suo progetto Ma vadavia ‘l blues nel 2006. Un Personaggio eclettico quindi, le cui scelte, di vita ed artistiche, l’hanno probabilmente eclissato al grande pubblico rispetto ai suoi trascorsi; un declino che comunque non riguarda la sua musica in cui sfodera una tecnica stupefacente ed un sound unico ed inimitabile, anche se certamente non di facile ascolto e che spesso fa storcere il naso agli ascoltatori dai gusti più tradizionali.


Nel difficile compito di aprire a un personaggio di tale calibro troviamo la MarzaPoppi Blues, che ormai esperti in aperture difficili (l’estate scorsa gli è “toccato” Buddy Whittington al ”BluesinIdro” ), scaldano il pubblico con la loro interpretazione di classicissimi Blues con l’energica chitarra acustica di Fabio Marzaroli e Guido Poppi, Armonica e voce. Al termine della session della Marzapoppi Blues, direttamente da Lifegate Radio, Claudio “The Voice” Vigolo intrattiene il pubblico con una breve presentazione di artisti ed organizzatori e la sua selezione musicale dalla console durante le veloci operazioni di cambio palco, selezione che sarà proposta anche nel DJ set di fine serata.


A dispetto dei miti e delle leggende, Sugar Blue si presenta sul palco del Bloom come un professionista con una band di professionisti: controlla il lavoro dei tecnici durante le operazioni preliminari; si fa precedere dalla band, che lo introduce in grande stile dopo due bei giri di blues potente e funkeggiante, ed al termine del primo brano, dopo aver salutato il pubblico sfoggiando un italiano raffazzonato durante le sue frequentazioni in penisola, ringrazia la band che l’ha preceduto. Dopodiché è solo grande musica….è solo Blues.


La prima cosa che mi ha colpito è che, pensando al suo Sound, mi aspettavo di vedere chissà quali e quanti effetti (cazzo, sembra una tastiera ascoltarlo su CD….) ed invece il tutto è ottenuto da una semplicissima armonica diatonica amplificata tramite un classico microfono “bullet” collegato ad una piccola cassa (10-15W) microfonata; questa naturalmente la parte visibile, poi c’è tutto il lavoro di ricerca...ed ovviamente il suo talento. L’unico effetto che adopera è un gran lavoro sul volume del mic sul quale armeggia abbondantemente.


La band che lo segue dagli States, è caratterizzata da una sezione ritmica robusta, tra cui spicca l’italianissima Ilaria Lantieri, che quasi scompare dietro il suo grosso basso a 6 corde, ma di certo non ha problemi a farsi sentire; la chitarra invece è spesso relegata al ruolo di accompagnamento, perché la scena è tutta di Sugar Blue che, oltre a possedere una gran voce, da dimostrazione di tutto il suo virtuosismo allo strumento, suonando assoli con note che solo pochi altri umani riescono ad estrarre da una diatonica.


La scaletta spazia tra i lavori in studio dell’armonicista e presenta tra i pezzi migliori Blues Man, Bad Boy la sua versione dell’American Hoochie Coochie Man Vs l’Italian Gucci Gucci Man e c’è anche spazio per un omaggio ai 150 anni della nostra povera Italia; infine, l’unico bis, è tutto per Sugar Blue: un lungo assolo in solitaria per congedare a suo modo il pubblico entusiasta del Bloom. Concerto fantastico !!!

 

 


Bloom in Blues 2011

 

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