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Brivio - Italian Blues River

– Summer Blues Festival – 5 luglio 2009

di BeZ

Brivio Festival 2009

Il “Summer Blues Festival” di Brivio, organizzato dall’associazione“Italian Blues River”, è uno di quegli appuntamenti che un vero amante del Blues non dovrebbe perdersi; primo perché è completamente gratuito, secondo perché incastonato nella splendida cornice delle rive erbose dell’Adda ed infine perché programmato nell’ambito di una festa di paese, quindi con tanto di strade chiuse che permettono di godersi in piena libertà la musica e le bancarelle, posizionate lungo le vie del paese, se siete accompagnati da qualcuno poco amante del blues.
Il Festival è caratterizzato soprattutto dalla genuinità e dall’italianità (e dico poco); caratteristiche che credo appartenessero anche al suo ideatore e fondatore Gianni Mangione ,scomparso purtroppo a pochi giorni dal settimo appuntamento del suo Blues Festival, il quale amava definire il Blues italiano come il terzo Blues migliore al mondo, preceduto soltanto da quello originario Americano e quello più datato Inglese.


Ma proprio la sua scomparsa ha fornito l’occasione, alla famiglia del Blues, di stringersi per omaggiarlo forse nel modo migliore che lui avrebbe voluto. Così anziché i soli tre gruppi che apparivano sulla locandina della manifestazione (in rigoroso bianco e nero…anche questo dimostrazione di genuinità), il Festival è stata l’occasione per molti dei suoi vecchi e nuovi amici del Blues, di riunirsi per onorare un compagno scomparso, contribuendo così a creare un’atmosfera unica, tanto che talvolta sembrava che sullo sfondo del palco non fosse l’Adda a scorrere, ma il Mississippi, la culla del Blues.
Le esibizioni musicali si sono aperte al mattino, in accompagnamento all’aperitivo preparato dall’organizzazione in prossimità del mini palco, da Giorgio Rocchi & Boogie Stomps, davvero eroici a suonare sotto il sol leone di mezzogiorno, interpretando dei Blues che letteralmente trasudavano di passione. Dopo l’aperitivo il Festival si è fermato per qualche ora in modo da dare a tutti il tempo di pranzare con tranquillità magari con un pic-nic immerso nella natura delle verdi rive dell’Adda.
La musica riprende quindi verso le 16 con Max Prandi in “duo”: ovvero Max Prandi, in veste nera alla chitarra e percussioni, ed il sole a mettere la sua interpretazione a dura prova. Nonostante tutto Max offre comunque un’esibizione acustica di grande suggestione presentano in versione “one man band-acustica” brani di autori leggendari come Howlin Wolf e Muddy waters e gli applausi per lui non si fanno mancare. A seguire il primo fuori programma del festival, sale sul palco la “Rubber Band” rappresentata dai due esperti e virtuosi chitarristi Giorgio Fairsoni (anche voce) e Renato Bannino che presentano due pezzi di cui il primo “Sweet home Chicago” è un’omaggio ai tanti compagni di viaggio di Giorgio al Blues Festival di Chicago che si sono riuniti per questa mistica occasione. Dopo la Rubber Band (di cui vi consiglio anche l’ultimo CD “A Bit of luck” recensito su Amadeus nel numero di settembre09 nella rubrica “fuori tema” di Riccardo Santangelo ) un’altra sorpresa, ovvero direttamente dal grande successo avuto al Delta Blues di Rovigo, la “the Worried Men Band” di Johnnie Selfish, costituita da “The chieftain” a chitarra e voce e “Little Harp Lawrence” all’armonica per altri due pezzi tra cui la MITICA “walkin’ Blues”. Si torna quindi nel programma con la “Family Style” come il nome suggerisce, è una band composta da una vera famiglia: formatisi ad Arluno (MI) nel 1994 da un idea di MARCO LIMIDO (già chitarrista del leggendario COOPER TERRY ed i NITE LIFE )con il supporto del fratello più giovane FRANCO LIMIDO (voce e armonica) il cugino Daniele Bianchi (basso) e Stefania Avenali (batteria…ebbene si una donna alla batteria) la Family Style si propone suonando sia brani del proprio repertorio che i classici sempre verdi del Blues riproposti con un personale arrangiamento.


Nuovo apprezzatissimo fuori programma con Mauro Ferrarese (nientemeno), storico bluesman italiano, e la sua band composta da chitarra, contrabbasso, armonica e batteria per un’interpretazione semiacustica di grande phatos, con tutto il carisma e la stravaganza del Bluesman di strada (come si autodefinisce) che si presenta a piedi nudi ed esegue i suoi pezzi sotto al minuscolo palco accompagnato dal suo magnifico dobro. Al termine dell’esibizione si torna al programma per l’ultimo artista in scaletta, ovvero il leggendario Joe Galullo.
Milanense di nascita, nomade per vocazione, Joe Galullo ha conosciuto l'era del beat italiano, si è fatto le ossa girando mezza Europa, spostandosi lentamente dalle spinte rock degli esordi verso il linguaggo del blues. Da 30 anni sulla scena del Rock/Blues è stato a Milano, Bologna, New Orleans ed oggi vive a Civitanova Marche portando nella sua musica anche il dolore legato alle tragedie di Katrina e del terremoto in Abruzzo.


Joe, per non smentire la sua fama d’artista di strada, si presenta da solo al Brivio Summer Festival, si fa quindi prestare da Mauro Ferrarese basso e batteria, perché nel blues non c’è bisogno di prove come dice Joe, per dar vita, insieme alla sua storica Telecaster, ad un Trio classico senza trucchi od effetti, cavo alla “testa” e via. Joe porta sul palco la sua musica affinata con gli anni di esperienza sulle strade, macina Rock Blues grintoso con un groove coinvolgente; si parte con un classico del King del rock’n’roll, “That’s all right mama” e non si smette di ballare fino al termine dell’esibizione caratterizzata d’assoli brevi ed ipnotici e virtuosismi del mitico vagabondo alla chitarra.
Tutto finito???.....niente affatto. Un festival come questo non può dirsi finito senza una Super Jam Session tra gli artisti partecipanti, quasi tutti perché le dimensioni del palco non permettono davvero grandi assemblee. E così Mauro Ferrarese, Marco e Franco Limido raggiungono Joe Galullo, per dar luogo ad un’esibizione di grande calore con molti tra i musicisti che si avvicendano agli strumenti, completando così la trasfigurazione del luogo e dello spazio e trasformare Brivio come il sesto palco del Chicago Blues Festival; il giusto tributo a colui che con il suo impegno e la sua passione ha permesso la buona riuscita, per il settimo anno consecutivo, di questo evento. Ciao Gianni

BeZ

 

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