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La
XVII edizione del Delta Blues propone questo meraviglioso appuntamento
lungo il suggestivo delta del Po con John Hammond e i suoi blues di
altri tempi, quelli di Robert Johnson, Charlie Patton, Blind Lemon
Jefferson, Son House, Willie Dixon. La crociera-concerto parte dal
piccolo molo di Porto Tolle verso le 16,30 in una splendida giornata di
sole. In attesa di imbarcarsi si assapora l’atmosfera del grande
evento; certamente, l’occasione è unica: ascoltare il blues di questo
straordinario artista a bordo di un battello è ciò che più si
avvicina ad un viaggio nel passato lungo il Mississipi. John Hammond
arriva trasportando le sue due chitarre, sorridendo e salutando tutti.
Tutti prendono posto sulla terrazza del battello dove avverrà la
performance. Non siamo ancora partiti e già Hammond è pronto per
cominciare, evidentemente la voglia di immergersi in questa esperienza
ha coinvolto anche lui: volto rilassato e timidamente sorridente,
afferra la chitarra, sistema i microfoni, stringe il sorreggi-armonica e
si parte con Phonograph Blues di Robert Johnson. Il volto da rilassato e
sorridente quale era pochi istanti prima, si contrae pieno d’energia
ed intensità, mentre la musica parte come un treno e non ha bisogno di
molto tempo per arrivare a pieni regimi. La mano sinistra scorre sul
manico da un lato all’altro, fra linee di basso, accordi, fraseggi e
rasoiate di bottleneck. Le corde della chitarra vengono scosse con
forza, uscendo fuori dallo strumento energia, ma anche dolcezza e
armonia come nel secondo brano Just Your Fool di Walter Jacobs. Non
passa molto tempo che le prime corde cedono sotto i colpi incessanti
delle dita che esprimono istinto e tecnica, mixati in un cocktail
esplosivo. I brani si susseguono fra un anedotto e l’altro della sua
lunga carriera: piccoli episodi di vecchi amici come Mike Bloomfield
oppure la prima volta che incontrò un giovanissimo Steve Ray Vaughan.
Mentre siamo circondati da suggestivi scorgi fluviali, risuona
nell’aria Get Behind the Mule di Tom Waits, My Time after a While di
Buddy Guy e Come On In My Kitchen di Robert Johnson. La voce è tremendamente
Blues, dolce e delicata, pronta ad assumere improvvisamente toni
evocativi di una disperata malinconia. Dopo una velocissima ora termina
il primo set e John Hammond si concede un po’ di riposo ed anche lui
cerca di godersi questa piacevole “passeggiata” immerso nella
natura. Dopo aver firmato alcuni dischi e rilasciato qualche autografo
è già tempo di ripartire con il secondo set di brani per il bluesman
originario di New York City. Adesso è il momento di Wang Dang Doodle di
Howling Wolf, Fannin Street di Tom Waits e Spider to the Fly targata
Rolling Stones. Le parole lasciano spesso spazio a frenetiche melodie di
chitarra, mentre la bocca soffia ed inspira nell’armonica raccogliendo
tutta l’energia del corpo; il sudore scende sulla fronte, il suo piede
batte incessantemente il tempo, i suoi occhi sono chiusi dallo sforzo
dell’anima che lo pervade nell’esecuzione. Uno spettacolo sublime!
Fra un brano ed un altro, mentre si asciuga il volto bagnato dal sudore
provocato da un pomeriggio piuttosto caldo e dall’incredibile
passionalità che Hammond esprime anche nei movimenti del corpo, si
concede a ringraziamenti per l’entusiasmo dimostrato dalla piccola
platea che chiude ogni canzone con applausi convinti. C’è ancora
tempo per brani di Blind Boy Fuller, Billy Boy Arnold ed un ultimo bis,
Ready for Love, singolo che da il titolo al suo ultimo album, uscito nel
2003. Hammond si alza
dalla sedia e saluta, ringraziando tutti per questo meraviglioso
pomeriggio. Si mette in tasca le varie armoniche, riafferra le due
chitarre e viene salutato con un grande applauso. Tutto finisce verso le
19,00, pochi minuti prima che il battello attracchi nuovamente al
piccolo molo di Porto Tolle da cui era partito più di due ore fa. Ormai
l’aria è tornata fresca e questo pomeriggio in compagnia di John
Hammond è stato veramente qualcosa di speciale. Sicuramente, un
ringraziamento va riservato alla direzione artistica e l’intera
organizzazione del Delta Blues Festival che ha allestito questo
avvenimento sensazionale ed unico nel suo genere. Un appuntamento da non
perdere anche il prossimo anno!
Rovigo,
04/07/2004 |