Delta Blues festival

Il Delta Blues Festival è arrivato alla sua XVII edizione, rappresentando ormai uno degli appuntamenti fissi per grandi appassionati di Blues e una curiosità per chi si avvicina con entusiasmo a questo genere musicale. Il segreto del successo di questo festival non è soltanto nell’importante sostegno degli enti locali (le regioni Veneto ed Emilia Romagna, la provincia e il comune di Rovigo, il comune di Porto Tolle), ma soprattutto nella presenza di un’elevata qualità del cast artistico. L’edizione di quest’anno è dedicata a Jimmy Rogers, celebre chitarrista della band di Muddy Waters e Little Walter, scomparso nel 1997 all’età di 73 anni e ospite del Delta Blues Festival proprio pochi mesi prima di morire. Oltre alle varie manifestazioni finalizzate alla promozione delle peculiarità ambientali e turistiche del Delta del Po (concerti-crociera, itinerari guidati a cavallo, proiezioni di film ecc.) nell’area Cen.Ser di Rovigo si trova il centro della manifestazione con concerti, punti di ristoro e un’interessante mostra mercato del disco da collezione situata in uno dei padiglioni dell’ampia area, dove non solo possono essere acquistati cd difficilmente reperibili in Italia, ma un ampio spazio è dedicato ai rari vinili per collezionisti. La serata del 3 luglio presenta nel programma il duo italiano Cocco e Bisson, a seguire il fenomenale Corey Harris e a chiudere Anson Funderburgh & Sam Myers and the Rockets, sodalizio che ha fruttato pochi mesi fa una nomination agli ambitissimi Handy Grammy Awards. I primi ad esibirsi sono Cocco e Bisson, un duo armonica e chitarra tutto italiano che ripercorre quella tradizione blues che si richiama a grandi maestri come Brownie McGhee e Sonny Terry. I brani presentati dai due sono coinvolgenti, in cui l’armonica di Cocco si intreccia alla chitarra e voce di Bisson, completandosi a vicenda senza mai risultare invadenti l’uno rispetto all’altro.  La scaletta è caratterizzata da pezzi storici che si perdono nella storia del country-blues d’inizio XX secolo come John Henry, Breakdown di Liston Jackson, Bad Women Bad Whiskey, Get Back, Black Brown Walking; l’epopea del Barrelhouse Blues è il punto di riferimento di Cocco & Bisson, i quali non mancano di eseguire brani del leggendario Big Bill Broonzy, probabilmente il re di quel blues festaiolo degli anni Trenta, dove era necessario dimenticare le sofferenze della vita durante la Grande Depressione. La performance termina dopo circa un’ora di trascinante e divertente blues, la cui fine è sigillata da un grande applauso del pubblico. Il secondo artista della serata è Corey Harris! Nonostante la giovane età (40 anni circa), Harris è già riconosciuto come fra i grandi della musica nera. I suoi precedenti album ci rivelano un’artista che spazia dal blues rurale (Between Midnight and Day) a ritmi più caraibici (Down-Home Sophisticated), sempre alla ricerca delle radici più profonde della musica nera, risalendo verso l’essenzialità dell’Africa. Questo suo percorso discografico si rispecchia nella sua esibizione a Rovigo, in cui le tante influenze musicali si fondono in un unico energico sound. Brani di John Lee Hooker, Bluesin’ for God, si alternano a pezzi strumentali dalle sfumature caraibiche, ma c’è anche tanto funky e ritmi percussivi africani. Il talento chitarristico di Harris spazia ovunque ci sia traccia di musica afro per tornare a tradizionali spirituals, Keep your Lamp Trembling and Burning. Il collegamento che Harris riesce a creare fra Africa e America mantiene freschezza e colore anche nei brani più tradizionali, confermando come la ricerca delle proprie radici debba essere il punto di partenza per nuovi percorsi e innovative direzioni artistiche. Il bellissimo spettacolo di Corey Harris è la riprova di questa elementare verità, ma troppo spesso trascurata in un panorama discografico, in cui tutto risulta tristemente omogeneo. Per fortuna ci sono in giro grandi musicisti come Corey Harris che percorrono la propria strada con coerenza per la gioia degli amanti della diversità artistica. L’ultima band ad esibirsi a chiusura di questa piacevole serata sono Anson Funderburgh & The Rocckets che accompagnano il cantante e armonicista Sam Myers. Quest’ultimo è uno degli storici armonicisti del grande blues degli anni Cinquanta: in quegli anni, Myers faceva parte dei Broomdusters di Elmore James, per poi intraprendere la carriera di leader fondando i Mississipi Delta Blues Band. Inizia nel 1986 la collaborazione fra Anson Funderburgh e Myers che li porta a vincere 1987 con l’album Sins ben quattro importanti W.C. Handy Awards. Il repertorio presentato a Rovigo ricalca i brani presenti nell’ultimo cd: le sonorità della band sono di stampo texano, un rock and roll aggressivo dove emerge la personalità di Anson Funderburgh che si esibisce in lunghi assoli di chitarra, ma mai scontati o ripetitivi. Il finalizzatore di tutto è Sam Myers che seppur debilitato dall’età avanzata, riesce a tirar fuori una voce dolce e suadente alla quale va aggiunto il talento di armonicista, in uno stile personale ed efficace che non tradisce la sua fama di protagonista della leggendaria Chicago degli anni Cinquanta. La serata al palco centrale termina con un ultimo bis della band americana, ma la nottata di Rovigo non finisce qui, perché a pochi metri di distanza viene allestito un piccolo palco, dove si tirerà avanti fino a mattina con Jam Session infinite. Ancora un applauso all’organizzazione del Delta Blues che anche quest’anno ha dato un notevole contributo per la diffusione di Blues Festival in Italia con una manifestazione straordinaria (dal 25 giugno al 11 luglio) portando nel delta del Po artisti di fama mondiale come Corey Harris, John Hammond, Scott Henderson, John Humprey, Anson Funderburgh & Sam Myers e Ana Popovic, Tabby Thomas, Paolo Bonfanti, Eugenio Finardi e Andrea Mingardi. Interessante anche la collaborazione con l’Aosta Blues Festival, seguendo quel progetto di creare una rete organizzativa in Italia tale da rendere questo tipo di avvenimenti degli appuntamenti fissi e di prestigio nel nostro Paese. Un sentito saluto al prossimo anno!

Rovigo,03/07/2004

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