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Tremendo, devastante! Un ciclone proveniente da New York si è
abbattuto sul capoluogo toscano. All’Auditorium Flog di Firenze è di
scena Popa Chubby con la sua band. L’immenso Popa Chubby è un nome
abbastanza conosciuto dalle nostre parti, l’ultima serie di concerti
in Italia del chitarrista americano risale a circa due anni fa, con
presenze al Pistoia Blues ed in numerosi locali della penisola.
Chitarrista dall’approccio molto aggressivo e dallo stile che trasuda
Blues in ogni sua singola nota; il sound richiama direttamente Jimi
Hendrix (Da quale grande chitarrista non emerge l’influenza del
mancino di Seattle??!!). Mr.Chubby è un paladino del Rock più genuino,
suonato con trascinante energia, fatto di sangue, sudore e
lacrime……e perché no, di qualche birra di troppo!!! La sua presenza
è imperiosa sul palco, circondato da musicisti straordinari provenienti
dalla scena new-yorkese. Lo show inizia verso le 23,00 e parte subito
con cattiveria: una vissuta Fender Stratocaster Sunburst, segnata nel
suo corpo dalla vita on the road, saturata al limite ed è
immediatamente Rock and Roll!!! Brani tiratissimi che durano una decina
di minuti, farciti d’assoli infiniti che ti lasciano con il fiato
sospeso in ogni loro variazione, sempre inaspettata, prodotta
dall’istinto di un generoso rocker che dà tutto quello che ha in
corpo per il pubblico, senza lesinare una goccia di sudore; la gente
risponde sentitamente con urla e fischi d’ammirazione agli incitamenti
del simpatico Popa. Swing serratissimi si alternano a Slow Blues che
frantumano l’anima in mille pezzi, capaci di creare una tale tensione
emotiva da farti gridare tutta la rabbia e la voglia d’emozione che ti
porti dentro e che i musicisti sul palco riescono a tirar fuori senza
freni inibitori; in uno scambio reciproco d’energia che rende tali
istanti unici ed indimenticabili. Ascoltando Popa Chubby ti accorgi che
il Rock and Roll non è morto, come molti ci vogliono far credere, anzi
è vivo e vegeto all’interno d’ogni persona, perché tali emozioni
non hanno un inizio ed una fine, ma sono parte dell’animo umano; è
un’attitudine alla vita, la rabbia di gridare la propria esistenza
contro coloro che ci vogliono tutti uguali, schiavi di un sistema che
annulla l’individuo nella sua unicità. Il Rock è capace di
trasmettere tutto questo, di farti sentire vivo, libero da tutte le
catene che cercano di metterci quotidianamente; il Rock and Roll è
sempre stato ribellione e sempre lo sarà, finché ci sarà qualcuno che
non vorrà arrendersi al conformismo della società in cui viviamo. Come
non ringraziare allora gente come Popa Chubby che ci ricorda tutto
questo attraverso la sua musica: Funky, Rhythm and Blues e qualche
sprazzo di Jazz è il fiume d’energia che avvolge l’Auditorium Flog.
La voce di Chubby riesce ad essere ruvida, sporca, da vero bluesman
nero, ma capace anche d’espressività più raffinate, molto Soul. Dopo
più di un’ora di concerto, è il momento di una parentesi che quasi
ci si aspettava fra il pubblico: è il momento di Jimi Hendrix!!! I
brani sono una fiammante Fire dove ogni aggettivo sarebbe
superfluo ed Hey Joe che ad occhio e croce, sarà durata circa
venti minuti, con pause e ripartenze allucinanti. Ma quanta energia
hanno questi animali da palco??!! Non si fermano un attimo, il tempo di
finire un brano e subito dopo ripartono con il prossimo, senza nemmeno
annunciare il titolo; non ha bisogno di fronzoli lo spettacolo di
Chubby, è essenziale come le taglienti sferzate della sua Stratocaster,
occhiate da duro verso la prima fila che lo applaude e…….via si
riparte. Pazzesco! Le uniche pause, per modo di dire, sono gli assolo di
basso e batteria. Per capire lo spirito di questi incredibili musicisti
basta raccontare cosa è successo a tre quarti di concerto: durante un
break, in cui i volumi degli strumenti si erano abbassati, un gruppo di
ragazzi fra il pubblico urla il titolo di un brano, My Sweet Godness
of Love and Beer, Chubby sente, lancia uno sguardo agli altri
musicisti e con un sorriso, per dire: “Non possiamo tirarci indietro,
ragazzi!” attacca subito il brano richiesto in una versione extra-long
con siparietto divertente connesso, in cui dopo avere agitato
vigorosamente una lattina di birra, la apre verso il pubblico, ne beve
un pò ed il resto se lo rovescia sulla lucida testa completamente
rasata a zero. Quando alza le sue ovunque tatuate braccia per
coinvolgere il pubblico sembra un enorme orso grizzly ed anche la sua
non indifferente taglia (più di 150 Kg.) diviene così uno strumento
per esprimere la potenza della sua musica. Siamo arrivati a quasi due
ore e mezzo d’ininterrotta tempesta emotiva e ancora non sembra finire
questa interminabile notte: i musicisti sono molto rilassati, non
sembrano neppure affaticati, andrebbero avanti fino a mattina! Lo show
finisce verso le due di notte con un brano interamente strumentale,
durante il quale vengono presentati i musicisti che hanno accompagnato
Popa Chubby in questa cavalcata folle. Un saluto ed un ringraziamento al
caloroso pubblico di Firenze e via verso una nuova città da stordire.

Popa
Chubby:
“Someone asked me recently what the best part of touring was and I
said "Playing to people who really dig the music, people who listen
to the notes and the words, people who feel the vibe and fuel you with
enough energy to blow up the world." I do admit it gets exhausting
but there is nothing like the feeling of stepping out on stage to play
to a bunch of people who are happy you're there. After that nothing else
really matters. It makes the long flights, long drives, and all the
assholes you have to deal with seem inconsequential.”
Firenze,
21 Aprile 2001 |