The Best of Freddie King

 

In Freddie King il sound della scena di Chicago si fonde con le sue radici texane in maniera unica. Solitamente, Texas Cannonball (cannone del Texas), un soprannome che spiega benissimo come Freddie King suonasse la chitarra, è ricordato sopratutto come un musicista che dava il meglio di sé sul palco più che in studio di registrazione; quest’album è la dimostrazione come King cercasse in studio di ricreare con successo la medesima energia che riusciva con facilità ad esprimere durante i suoi concerti. In effetti, questa raccolta, se non fosse per l’audio perfetto, sembrerebbe una serie di brani tratti da esibizioni dal vivo. Sicuramente da segnalare brani come Going Down, The Palace of the King che escono da un tracciato strettamente Blues per avvicinarsi a sonorità più Rock. Non mancano classicissimi come Five Long Years (E. Boyd) e un’intrigante Walking By Myself in versione acustica. A testimonianza della versatilità di Freddie King e della sua chitarra è presente I’d Rather Be Blind, pezzo dalle connotazioni Rhythm and Blues ed uno scatenato funky, Me and My Guitar, che farebbe ballare anche i sassi!  Freddie King sa essere anche molto romantico nella Help Me Through The Day e in Please Send Me Someone To Love, dove rivela una sensibilità solo dei grandissimi. Insomma, questa raccolta ci mostra molti aspetti del mai dimenticato eroe del Sud, soprattutto il trascinante fuoco che con il tempo non si è mai spento e che anche dopo la sua improvvisa scomparsa è stato ereditato da altri texani, come Steve Ray Vaughan, Albert Collins, John Campbell, tutti sudditi del grande Freddie Texas Cannonball King. All’interno del Cd si può trovare anche una curatissima biografia e tanti particolari sui brani presenti.

Se siete intenzionati ad acquistare un Cd di Freddie King, vi sconsigliamo vivamente "Live at Liberty Hall" che si trova facilmente fra gli scaffali di qualsiasi negozio musicale, ma che ha un audio pessimo!

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