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Dei
numerosissimi album che B.B.King ha registrato con la sua chitarra Lucille,
questo è forse quello che più si avvicina all’identità musicale del
grande Re del Blues. Aperto a consigli e suggerimenti, B.B.King ha
sempre avuto in passato grandi produttori al suo fianco, ma questa volta
no! Sentiva l’esigenza di tornare indietro, alla base,
all’essenziale della sua musica e lo voleva fare da solo con la sua
band. Forse
l’età oppure la consapevolezza che gli attuali musicisti,
con cui trascorre circa 225 notti l’anno, sono i migliori che abbia
mai avuto nella sua carriera, l’hanno portato a desiderare la
semplicità, a esprimere ciò che si sente di rappresentare in questo
momento…..il Blues, nudo e crudo, senza fronzoli. L’idea è di
registrare con la sua band un album al 100%
creatura di B.B.King. Si può affermare senza paura di smentita
che il risultato sia straordinariamente eccellente. Lo studio di
registrazione è il Dockside Studio, nascosto nella campagna di
Lafayette, Louisiana: la scelta del luogo è direttamente mirata alla
ricerca di un’atmosfera down-home, che riporti al contatto con
il profondo Sud, dove la carriera di B.B.King iniziò ben 50 anni fa.
L’album è stato registrato in quattro giorni, in presa diretta, senza
effetti tecnologici, senza sovra-incisioni, tutto dal
vivo, genuino, vero, essenziale, così come voluto da B.B.King. Nel set
di canzoni ci sono nuovi e vecchi brani. Il pezzo d’apertura è per un
grande assolo di Lucille, “Blues Boys Tune”, uno di quegli slow-blues che si vorrebbe non finissero mai. Poi è un alternarsi di
trascinanti grooves e brani più riflessivi, Bad Case of Love, Darlin’
What Happened, Shake It Up And Go, dove la band si rivela
essere, davvero, la migliore al mondo nel suo genere: James Bolden,
Walter King, Melvin Jackson e Stanley Abernathy (sezione fiati), Tony
Coleman (percussioni), Calep Emphrey Jr. (batteria), Leon Warren
(chitarra ritmica), Michael Doster (Basso) e James Sells Toney
(tastiere). All’interno del cd si possono trovare bellissime foto a
colori ed in bianco e nero ed una piccola intervista a B.B.King, dove
rivela, I’ll Survive, essere la sua canzone preferita
dell’album: “Il brano lo scrissi negli anni ’50, ma solo adesso
penso d’averla capita fino in fondo, perché è all’età di 73 anni
che si
conosce bene il significato di sopravvivenza”. L’ultima cosa
che si può aggiungere è riguardo alla traduzione del
titolo; Blues on the Bayou: la Bayou
è il termine che si usa in inglese per descrivere un territorio caratterizzato da boscaglia e acquitrini, caratteristico del
paesaggio della Louisiana, famosa per essere, nella sua natura
geologica, l’immenso Delta del Mississipi ed è lì che la storia di
B.B.King è iniziata nel lontano 1925 e quest’album, Blues on the
Bayou, del 1998 ne rappresenta un nuovo affascinante capitolo. |