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Keith
Richard: la prima volta che ascoltai
Robert Johnson ero a casa di Brian Jones e gli chiesi: “Cos’è
questa roba?” E lui mi rispose: “Robert Johnson”. “Sì, ma
l’altro chitarrista chi è?” Gli replicai. Ebbene, era solo lui.
Continuai ad ascoltare il disco e dentro di me mi ripetevo: “Pensavo
di aver raggiunto un buon livello nel suonare il Blues e poi mi accorgo
che c’è gente che ha suonato in questo modo, ma quanti cervelli
doveva avere per cantare, suonare le melodie e le parti ritmiche della
chitarra tutto allo stesso istante”. Per me Robert Johnson è stato
come una cometa che è apparsa improvvisamente e mi ha lasciato il segno
in modo indelebile. I suoi brani sono freschi ed interessanti
tutt’oggi a distanza di 70 anni!!! Tutti dovrebbero aver ascoltato
almeno una volta Robert Johnson, nella mia musica è sempre presente. Eric Clapton: la prima volta che lo ascoltai avevo circa sedici anni e mi colpì così in profondità che non saprei proprio come spiegarlo e decisi di non ascoltarlo per un po’, perché mi turbava nell’animo sentire quell’anima che parlava attraverso la musica. In seguito, fino ai venticinque anni non iniziavo neanche la conversazione con qualcuno che non aveva mai ascoltato Robert Johnson, avevo un approccio mistico-religioso verso la sua musica. Avevo paura ad avvicinarmi ai suoi brani, perché sapevo che non avrei mai potuto suonare e cantare come lui: non seguiva nessuna regola melodica né ritmica, tirava fuori quello che aveva dentro senza pensare che ci fosse qualcuno ad ascoltarlo. Quando decisi di registrare Crossroads con i Cream, era fondamentale trovare un nuovo arrangiamento, perché sarebbe stato tutto inutile cercare di imitarlo. Già provare a suonare quel brano a quell’età fu una pazzia, non lo rifarei tornassi indietro; lo feci perché volevo che la gente conoscesse Robert Johnson, anche se in una versione rock-pop, quando si è giovani si è molto incoscienti! La sua musica è il grido più potente e pieno d’energia mai espresso dalla voce umana; non c’è bisogno di analizzarla molto, va recepita così com’è, istintivamente. |