Albert King, vero nome Albert Nelson, nacque il 25 aprile del 1923 ad Indianola, nel Mississipi, ma trascorse la sua infanzia a Forrest City, in Arizona. La madre era una cantante gospel, mentre il padre era un predicatore itinerante, senza una specifica chiesa di riferimento. Inizialmente, Albert King seguì un po’ il percorso di sua madre, cantando il gospel, in particolare divenne membro degli Harmony Kings, ma l’amore per la musica da chiesa venne presto sostituita con l’ascolto del blues: Blind Lemon Jefferson e Lonnie Johnson furono i primi idoli che trascinarono via il giovane Albert dagli spirituals e dai gospel. All’età di sei anni si costruì una chitarra utilizzando una scatola di sigari, ma a dodici anni riuscì ad acquistarne una in un piccolo negozio che pagò solo qualche dollaro. Nel 1950 incontrò MC Reeder, proprietario di un locale a Osceola, in Arizona, che lo convinse a trasferirsi là. Albert King aveva un suo stile tutto particolare di suonare la chitarra: essendo mancino girava sul lato opposto il manico dello strumento, senza però invertire l’ordine delle corde che rimanevano nell’impostazione precedente. Questo gli rendeva difficile eseguire certi accordi, ma l’approccio risultava certamente originale. Per un po’ di tempo, suonava la sera con una gruppo chiamato Yancey’s Band, ma contemporaneamente continuava a lavorare come guidatore di ruspe nei cantieri edili. Alla Yancey’s Band si aggiunse un’altra band, la Grove Boys che si esibiva in molti locali fuori dall’Arizona e gli permetteva di crescere come artista, divenendo quasi un professionista. Dopo tre anni, Albert King decise di trasferirsi a Gary, Indiana, dove entrò a far parte della band di Jimmy Reed e John Brim, che però gli prospettarono un ruolo di batterista, essendo entrambi dei chitarristi. Poco dopo l’arrivo a Gary, conobbe il celebre bassista e compositore Willie Dixon che lo aiutò ad avere un’audizione per la Parrot Records. L’audizione andò bene e gli permisero di incidere un paio di singoli Bad Luck Blues e Be on Your Merry Way. Il compenso fu veramente misero ($14) e così lasciò immediatamente l’etichetta. Sei anni più tardi firmò un nuovo contratto con le etichette Bobbin e King Records: per queste due case discografiche registrò brani come Don’t Throw Your Love on Me So Strong (14° della Blues Top 20),  I’m a Lonely Man. A cavallo fra gli anni ‘50 e ‘60, Albert King divenne una celebrità nella zona di St.Louis ed è in quel periodo che la Gibson Flying V diventa la sua chitarra preferita e assume il ruolo di strumento principale nei suoi concerti. La svolta nella carriera di Albert King avvenne nel 1966 con la firma del contratto che lo avrebbe legato alla Stax Records: le registrazioni non furono strettamente legate al blues e spaziavano dal Rhythm and Blues al Rock, dal Soul a qualche brano di tendenza jazzistica. Sono di quegli anni gloriosi,  album storici come Laundromat Blues (1966), Cross Cut Saw (1967), Born Under a Bad Sign (1967), Live Wire / Blues Power(1968), Years Gone By(1969) che segnarono artisti come Jimi Hendrix e Eric Clapton. Alla fine degli anni ’60, Albert King suonava a festival americani ed europei non solo per un pubblico blues, ma anche per amanti del Rock and Roll allargando notevolmente la sua popolarità. Gli anni ’70 furono altrettanto pieni di successo: King Does the King's Things, omaggio a Elvis Presley, Jammed Together, Lovejoy, I'll Play the Blues for You. Gli esperimenti nella sua musica continuarono fino ad arrivare ad esibirirsi e registrare alcuni brani con la St.Louis Simphony Orchestra. Alla fine degli anni ’70 decise di tornare al blues canonico e lasciare da parte le influenze soul. Continuò ad esibirsi in tutto il mondo senza pausa e con grandissimi riconoscimenti: nel 1983 il suo nome fu inserito nella Blues Foundation Hall of Fame e si assicurò due nomination come migliore canzone blues, sia per San Francisco ’83, sia per I’m in A Phone Booth Baby. Poco dopo annuncerà il ritiro dalle scene. Il 21 dicembre del 1992 Albert King muore a Memphis, Tennessee, a causa di un attacco cardiaco all’età di 69 anni. Il suo mito sarà legato per sempre a quella chitarra suonata con uno stile unico e ad un talento musicale che ispirò musicisti poi diventati a loro volta delle icone del blues: Steve Ray Vaughan, Eric Clapton, J.J.Cale e chissà quanti altri! 

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