John
Hammond Jr. ha passato più di 35 anni a suonare per gli appassionati
di rock, blues e folk nei festival, nei nightclub e nei teatri. Con
le sue chitarre, la sua armonica e una varietà infinita di suoni Hammond
ha seguito il sentiero della canzone d’autore, musicando Woody Guthhrie,
Lightin’ Hopkins e Sonny Boy Williamson. Cantando della vita e dell’amore
si è fatto conoscere come uno dei migliori musicisti blues dei nostri
tempi dai nightclub in Giappone ai più grandi festival europei. John
Paul Hammond nasce nel 1942 a New York City e,dopo il divorzio dei
suoi genitori nel ’47, viene tirato su dalla madre. Suo padre, John
Henry Hammond lavorava per la Columbia e fu quello che fece conoscere
Bessie Smith, Billie Holiday, Big Joe Turner per non parlare di Bob
Dylan e Bruce Springsteen al grande pubblico americano. Nonostante
la loro vita separata, entrambi, padre e figlio, condividono la passione
per la musica. Il tempo che passano insieme é un’occasione per John
per accedere alla collezione di dischi del padre, visitare gli studi
e i concerti degli artisti della squadra John senior. Il padre è un
insegnante che considerava la cultura blues/folk come una parte importante
degli studi dei suoi alunni. Hammond fa parte della generazione a
cui la radio ha cambiato la vita, trascorre, infatti, l’adolescenza
ascoltando la radio a tarda notte. La WLAC trasmetteva le musiche
di Sonny Boy Williamson, Little Walter e molti altri che da Nashville,
Tennessee arrivavano, grazie alla radio, a New York City. Pur essendo
nato e cresciuto a New York, Hammond non inizia lì la sua carriera;
non è sicuramente la città a spaventarlo, ma John doveva staccarsi
dalla figura ‘mitologica’ del padre che l’aveva preceduto. “Non ero
conscio della reale importanza di mio padre finché sono diventato
io stesso musicista…e ho dovuto iniziare a spiegare che avevo fatto
tutto da solo, mio
padre non solo non mi aveva spinto ma non era neppure entusiasta quando
iniziai la carriera musicale.” In effetti il padre non riconobbe la
serietà del figlio finché non fu un musicista acclamato. Dopo aver
frequentato Antioch College in Ohio, Hammond inizia la sua vita di
musicista facendo il ‘vagabondo’, partendo dalla West Coast a 19 anni
“Ho fatto l’autostop attraverso l’America fino a Los Angeles, ho trovato
lavoro in un distributore di benzina e ho girato per tutti i club
e le audizioni sperando di rimediare una data” dice John. Il Satire
Club è il primo che gli dà fiducia, ma subito dopo anche l’Imnsonniac,
il Troumbadour e tutti i maggiori clubs Californiani lo arrualano
nella schiera dei loro musicisti. Nel 1962 John riesce a crearsi una
sua nicchia di pubblico con successo nel grande circuito di coffeehouse
di Los Angelessi, ma decide di tornare ad est, nella sua New York.
Durante gli anni sessanta Hammond fa parte della cerchia degli artisti
del Greenwich Village che include tra gli altri il grande Bob Dylan. Anche
Jimi Hendrix si unisce ad Hammond per un paio di
settimane dopo essere stato cacciato dalla sua band (Curtis Knight’s
band) e nel 1965 John registra “Ready, Steady, Go”, con un giovanissimo
Eric Clapton alla chitarra. Seppur la carriera di Hammond non è stata
così ecclatante come quella di Clapton o Hendrix anche lui è
diventato parte della storia. Ha lavorato con Bill Wyman (il primo
dei Rolling Stone a partecipare al disco di altri), Duane Allman,
Rick Danko, Robbie Robertson, Dr.John, Michael Bloomfield, John Lee
Hooker, Steve Ray Vaughan e molti altri ed è riuscito ad imporsi sulla
scena della musica da film con le colonne sonore dei film “Little
Big Man”, “Matewan” e “The Search For Robert Johnson” ed oltre a vincere
un Grammy col disco “Blues Explosion” nel 1984. Hammond non si è mai
dichiarato un cantautore, ma sicuramente merita il riconoscimento
di essere stato probabilmente colui che meglio di altri ha tenuto
e tiene tutt’oggi, con infiniti tour mondiali, accesa la fiaccola
dell’antico home-down blues di Robert Johnson e Charlie Patton.