Come è stata la tua attività negli anni ’80?

In tutti questi anni ho continuato a suonare il blues con tutte le varie influenze di rock and roll e folk. Dopo il boom della new wave arrivarono tutte band basate sul suono dei sintetizzatori e, in seguito, i chitarristi “da corsa” con le loro leve Floyd Rose. Ma poi, con i Fabulous Thunderbirds, Steve Ray Vaughan, il ritorno di John Lee Hooker, i ragazzi più giovani hanno cominciato a interessarsi ad un modo più essenziale di suonare la chitarra: diretti nell’amplificatore e senza troppi effetti. I giovani batteristi hanno detto basta alle drum machine e si sono messi a suonare seriamente….. anche le nuove generazioni si sono appassionate al blues. C’era un periodo in cui oltre a me c’erano solo Johnny Winter, i Fabulous Thirdbirds, John Hammond…questa gente ha permesso al blues di andare avanti. 

Hai citato Johnny Winter. Cosa ti accomuna e cosa ti differenzia da lui?

Suoniamo tutti e due in maniera piuttosto aggressiva… entrambi amiamo la slide, ma siamo decisamente diversi. Per esempio, io scrivo il novanta per cento delle cose che suono, Johnny no: si mantiene in gran parte nei canoni del blues, mentre io uso anche qualche fraseggio preso dal jazz e dal folk. Forse sono un po’ più versatile, ma lui è un musicista fantastico: è grande! Se c’è una cosa che non sopporto sono i puristi.. io ho studiato tutti i tipi di blues, quello della  Caroline, di Chicago, del Delta, il ragtime blues…. Conosco questa musica come qualunque altro esperto….ma mi piace Eddie Cochran, Django Reinhardt, il flamenco, e dunque? Cosa c’è di sbagliato? 

L’Irlanda è un posto piuttosto interessante per la musica. La mia impressione personale è che nella tradizione irlandese, nella sua grande emozionalità ci siano molti punti di contatto con lo spirito del blues?

Se parliamo di tristezza e malinconia l’Irlanda ne è ricca, se non altro per la sua storia difficile, e nella nostra musica c’è abbastanza complessità ed uso di tonalità minori per poter definire facilmente un certo parallelo con il blues. Ma c’è tanto altro in Irlanda. 

Sulla chitarra sei un autodidatta. Quali sono le influenze principali nel tuo stile elettrico?

Fammi pensare…sono tanti…..da Jimmy Reed a Elmore James, Buddy Guy, Freddie King….Albert Collins. Non c’è un singolo chitarrista che io abbia copiato o seguito in particolare per imparare il fraseggio, la tecnica slide…mi piace quello che fa John Lee Hooker con gli accordi, le sue quarte sospese. Mi piace usare poi dei licks che non provengono necessariamente da scale blues, inventare qualcosa di diverso. 

C’è anche un certo tocco hendrixiano nel modo in cui malmeni la chitarra.

Non uso il tremolo come Jimi, ma forse cerco la stessa sua aggressività sullo strumento. 

Comunque sei molto più vicino ad Hendrix che a Clapton.

Beh, agli inizi Eric suonava in maniera molto più dura, poi è entrato un po’ nella figura di J.J.Cale… sul palco non si muove quasi per niente. Effettivamente lui è abbastanza vicino al personaggio del gentleman inglese.

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