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Come
è stata la tua attività negli anni ’80? In
tutti questi anni ho continuato a suonare il blues con tutte le varie
influenze di rock and roll e folk. Dopo il boom della new wave
arrivarono Hai
citato Johnny Winter. Cosa ti accomuna e cosa ti differenzia da lui? Suoniamo
tutti e due in maniera piuttosto aggressiva… entrambi amiamo la slide,
ma siamo decisamente diversi. Per esempio, io scrivo il novanta per
cento delle cose che suono, Johnny no: si mantiene in gran parte nei
canoni del blues, mentre io uso anche qualche fraseggio preso dal jazz e
dal folk. Forse sono un po’ più versatile, ma lui è un musicista
fantastico: è grande! Se c’è una cosa che non sopporto sono i
puristi.. io ho studiato tutti i tipi di blues, quello della Caroline, di Chicago, del Delta, il ragtime blues…. Conosco questa
musica come qualunque altro esperto….ma mi piace Eddie Cochran, Django
Reinhardt, il flamenco, e dunque? Cosa c’è di sbagliato? L’Irlanda
è un posto piuttosto interessante per la musica. La mia impressione
personale è che nella tradizione irlandese, nella sua grande
emozionalità ci siano molti punti di contatto con lo spirito del blues? Se
parliamo di tristezza e malinconia l’Irlanda ne è ricca, se non altro
per la sua storia difficile, e nella nostra musica c’è abbastanza
complessità ed uso di tonalità minori per poter definire facilmente un
certo parallelo con il blues. Ma c’è tanto altro in Irlanda. Sulla
chitarra sei un autodidatta. Quali sono le influenze principali nel tuo
stile elettrico?
C’è
anche un certo tocco hendrixiano nel modo in cui malmeni la chitarra. Non
uso il tremolo come Jimi, ma forse cerco la stessa sua aggressività
sullo strumento. Comunque
sei molto più vicino ad Hendrix che a Clapton. Beh, agli inizi Eric suonava in maniera molto più dura, poi è entrato un po’ nella figura di J.J.Cale… sul palco non si muove quasi per niente. Effettivamente lui è abbastanza vicino al personaggio del gentleman inglese. |