
| "Per prima cosa il blues è una musica a misura d’uomo, nel senso
che è incentrato sull’individuo, sulla sua storia e le vicissitudini personali.
Parla di gioie e, più spesso, di dolore e sofferenza; dunque ben lontano
dai clamori della moda e di quanto faccia business. Associai solo in un
secondo momento questo genere al fatto che gli artisti erano di colore:
all’inizio pensavo che gente come Berry o Leadbelly fossero bianchi o
al massimo meticci. Ho sempre ritenuto il blues la musica dell’anima,
delle emozioni che sgorgano direttamente dal cuore e per questo aveva
su di me un fascino irresistibile. Al punto di non volermi fermare alle
apparenze, alla semplice componente musicale, ma studiarne a fondo la
fenomenologia: la storia, i protagonisti e le loro vite. Per interpretarlo
con cognizione di causa, non solo per sentito dire. Oggi che tutto è commercializzato,
fatto solo per profitto, ascoltare blues equivale a respirare una boccata
d’aria fresca, riempirsi i polmoni d’ossigeno. Andare alle fonti del blues,
studiarne la geografia e cronologia, è al limite più importante che interpretarlo
pizzicando le corde di una chitarra; le radici, le connessioni tra le
varie regioni e gli scambi sino a far confluire i vari rivoli sonori nell’alveo
di un unico grande fiume." Eric Clapton, 1998 |
| Prima parte: GLI
INIZI |
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| Seconda parte: YARDBIRDS | ||
| Terza parte: JOHN MAYALL | ||
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