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Barry
Goldberg (compagno di studi e
comprimario dei KGB, presidente della Columbia negli anni ottanta e
produttore)
Una sera mi portò in un posto dove suonava Howling Wolf che,
naturalmente, riconobbe subito Michael e ci chiese ad entrambi di
suonare. Io me la facevo sotto perchè quel pubblico di neri mi
impauriva, ma non appena Howling Wolf sorrise la gente ci accettò con
un gran appaluso. Lo stesso accadde tante volte con Muddy Waters e la
sua band quando Otis Spann sedeva al piano. Una sera Muddy fermò la
band e chiese a Otis di lasciarmi il pianoforte e io chiusi gli occhi e
partii con loro. È stato uno dei grandi momenti della mia vita...
Elvin
Bishop (chitarrista della Paul
Butterfield Blues Band)
Fu una grande esperienza stargli al fianco perchè quando lo conobbi lui
era già Michael Bloomfield e io ero intimorito dalla sua presenza. Ma
lui faceva di tutto per metterti a proprio agio. Io ero il country boy
della Butterfield blues band, ero arrivato là su con Steve Miller che
veniva dal Texas, io dalla Georgia. Lui ci raccontava delle storie
pazzesche e aveva solo 23 anni: Sembrava essere cresciuto nel delta del
Mississippi e quando raccontava di Bukkha White, Sleepy John Estes,
Freddie Mc Dowell, potevi sentire la loro presenza nella casa...
Bob Dylan
Era il 1959 o il 1960 e stavo esibendomi in un club di Chicago quando
arrivò un giovanotto e mi disse di essere un chitarrista. Aveva lo
strumento con sè ed io gli chiesi cosa era in grado di suonare e lui
cominciò con cose tipo Big Bill Broonzy e poi nello stile di molti,
citandomi Sonny Boy Williamson come influenza. Qualunque cosa io
suonassi lui era in grado di accompagnaemi e se io suonavo un brano che
lui conosceva lui mi seguiva nello stile dell’autore originale della
canzone se quello era stato un chitarista lui stesso! Mi rimase impresso
quel ragazzo...
Nel 1963, o forse era il 1964, io ero a New York per una registrazione e
io avevo bisogno di un chitarrista e mi ricordai di lui e lo chiamai. Mi
dissero che da poco faceva parte della prima band di blues bianco
dell’area del Massachussettes, la Butterfield Blues band. Lo mandai a
cercare. Fu lui a farmi conoscere Al Kooper e tutta la sua band. Aveva
le idee molto precise. Mi fece capire molte cose sul significato del
Blues nel rock & roll. A Newport il suo supporto fu essenziale. Poi
ci perdemmo per molti anni e reincontrammo solo nel 1980, ma era molto
molto cambiato.
B.B. King
Era un fantastico essere umano e una persona emotivamente ricca. Un vero
studioso del blues...sapeva cose che per me o, credo, per molti altri
artisti della mia razza erano apparentemente poco importanti. Più di
una volta ho pensato che se questo ragazzo bianco aveva assimilato così
a fondo la conoscenza a molti musicisti aiutandoli quando era necessario
e io l’ho visto prendere la nostra parte in situazioni spesso diffcili
da difendere. Sono orgoglioso se qualcuno pensa che io ho dato a lui
qualcosa, perchè lui mi diede tanto e mi fece capire il punto di vista
del blues dei ragazzi bianchi aiutandomi a costruire un pubblico.
Charlie Musselwhite
Ho dei bellisssimi ricordi di Mike. Lui è quello che introdotto più
giovani bianchi al blues di chiunque altro. Il suo era un lavoro
sistematico e maniacale. Poi era una persona divertente, ma un attimo
dopo cambiava completamente umore. Era come se la sua mente non
staccasse mai. Magari un dottore potrebbe spiegartela con una vera
diagnosi, ma in poche parole Mike non dormiva mai, la sua era insonnia
cronica. La vita fu molto dura con lui.
C’era
un diavolo che da anni stava tentando di portarselo via....Come avrei
voluto che fosse rimasto con noi ancora....l’idea di non rivederlo più,
di non sentire più il suo candore, la sua passione per il blues mi
squarcia. Sono certo che aveva delle grandi idee musicali da comunicarci
ancora.
Nick Gravenites : Una strana
chimicità muoveva il corpo di Michael. E molti problemi psicologici.
Era un terribile insonne e questo lo minava moltissimo. Poi le droghe,
parti delle quali erano tranquillanti per farlo dormire, non aiutavano
certo! Non trovo una spiegazione singola alla domanda. E tutte le storie
a propositi dei suoi problemi correlati alle droghe sono superficiali
rispetto alla sua umana grandezza. La stampa nei confronti di ragazzi
che morirono così giovani come Janis, Jim, Jimi o Michael non ha mai
voluto scendere in profondità. Non sono personaggi che puoi liquidare a
causa di una overdose! |