Jimmie Vaughan:“La musica significava tutto per Stevie, la chitarra era la sua voce. Ma era molto di più, era il suo strumento di liberazione, la sua spada magica con la quale poteva girare il mondo e conoscere i suoi idoli. Gli permetteva di esprimere se stesso, di avere un’identità, di scoprire chi era”.

B.B.King:”Poteva suonare veloce come nessun altro, ma non perdeva mai il feeling, potevi ascoltare la sua anima venire fuori da quelle sei corde. Era sempre un fiume in piena, le idee gli scorrevano senza pausa”.

Buddy Guy:”Era uno dei migliori…..in assoluto. Un leader in quello che faceva”.

Eric Clapton:”Sembrava essere un canale aperto attraverso il quale scorreva la sua musica”.

Tommy Shannon:”Tutto quello che è scritto sui libri è quanto grande fosse il talento musicale di Steve e bella la sua musica, ma il suo spirito era molto più meraviglioso. Era umile, ma forte. Nella sua vita ha sempre voluto o cercato di fare le cose giuste, anche quando abusava di alcool e droghe, non ha mai voluto intenzionalmente far soffrire coloro che lo amavano”.

Stevie with B.B. King        Stevie with his Mother

 

Steve Ray Vaughan (intervista 1987)

La tradizione dei chitarristi texani sembra proprio non volersi arrestare.

Sì, nessuno di noi penso sappia di cosa si tratti, è qualcosa che c’è nell’aria.

Forse l’atmosfera di grande amicizia e collaborazione fa sì che il livello cresca più che altrove?

Certo sicuramente. Ad esempio, nell’area di San Francisco ci sono molti musicisti che si ricordano ancora come suonare con il cuore. Mentre nella zona di Los Angeles è esclusivamente una questione di “show time”. Ma in Texas in particolar modo, c’è un effettivo interesse da parte dei musicisti di apprendere l’uno dall’altro, di lavorare insieme e questo aiuta molto a sentirsi una comunità forte e compatta. Ci potiamo dentro questo sentimento di unione e tutto ciò ha molto a che fare col fare musica.

Quando impugnasti per la prima volta la chitarra, fu immediatamente il Blues a coinvolgerti emotivamente?

Moltissimo a causa di mio fratello Jimmie. Cominciò a portare a casa album di B.B.King e Buddy Guy. Mi fece conoscere la musica di Lonnie Mack; il primo disco che comprai fu The Wham Of That Memphis Man. Poi, Jimmie cominciò a portare registrazioni di Hendrix e rimasi allibito, gli dissi :” Whoa! Cos’è questa roba?”. Non lo dimenticherò mai.

Come hai imparato a suonare: ascoltavi tuo fratello oppure facevi per conto tuo?

All’inizio mi ha insegnato un paio di cose e poi mi ha detto come avrei dovuto continuare da solo. Penso sia il modo migliore per avvicinarsi ad uno strumento.

Tuo fratello è stato molto influenzato da un altro grande chitarrista del Texas, Freddie King. Quello stile si è riversato anche su di te?                                                                                                                            

Sì, molto. Jimmie lo conosceva molto bene, ma Freddie non parlava con me in pubblico. In privato, ma non in pubblico. Immagino perchè io ero un giovane ragazzo bianco con il quale non voleva essere visto in giro. Poi invece è successo di suonare insieme, soli in una stanza, io e lui e nessun altro!                                                 

Quali sono I principali chitarristi Blues che hai ascoltato da sempre?

Bene, la lista è lunga. Diciamo Buddy Guy, Muddy Waters, Jimmy Rogers, Pat Hare, Hubert Sumlin, Lonnie Mack, B.B., Albert King, Freddie, Albert Collins, Guitar Slim, quest’ultimo suonava così alto che la gente gli ciedeva:” Slim, perché suoni a così alto volume?”. “Perché suona così!”.

Hai spesso registrato brani di Hendrix. Come hai cercato di riprodurre il suo suono?

Solo ascoltando e cercare di trovare il suono giusto, perchè è nelle tue mani che devi cercare il feeling, non hai bisogno di nient’altro; è nel modo in cui tu suoni, il modo in cui pizzichi le corde, come inpugni la chitarra, gli amplificatori e tutto il resto vengono in un secondo momento.

Che scala di corde sei solito utilizzare?

Ma, molto dipende dalle condizioni delle dita. Comunque solitamente monto le 0.13, 0.16, 0.19, 0.28, 0.38 e 0.56, nelle serate migliori come Mi basso utilizzo la 0.60.

Hai mai dovuto studiare la cosidetta grammatica musicale?

A dire la verità non so niente di quella roba, cerco solo di fare le cose che mi suonano bene all’orecchio. A volte ho provato ad imparare a leggere gli spartiti, ma non fa per me, diventa tutto troppo frenetico. Addirittura, a volte non so neppure in che scala sto suonando.

Stevie, ormai sei uscito fuori dalla dipendenza di alcool e droghe. Cosa è stato a renderti schiavo da tale sostanze?

Ringrazio Dio per essere oggi ancora vivo. Ho speso molti anni della mia vita pensando che la grande festa fosse tutto. Ci ho messo molto tempo per capire che è una cosa bellissima riuscire ad accorgersi quando una persona ti ama e si preoccupa per te e te fai lo stesso con lei. Aiutarci a vicenda, vivere in pace ed armonia con i nostri fratelli, le nostre sorelle, gli amici ed anche i nemici: per capire tutto questo bisogna aiutare prima noi stessi ed in seguito saremo in grado di vedere tutte queste cose attorno a noi. Il mondo è già pieno di dolore e miseria, non serve che anch’io vada in giro a farmi del male e di conseguenza a far soffrire le persone che mi vogliono bene. Quello che voglio dire è che dobbiamo aver cura di noi e degli altri, perché questo è il compito che Dio ci ha assegnato.

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