Stephen
Ray Vaughan nasce il 3 Ottobre del 1954 all’Ospedale Metodista di
Dallas, Texas, dalla madre Martha e dal padre Jim Vaughan. All’età di
sette anni Stevie riceve la sua prima chitarra e sotto la guida del
fratello maggiore Jimmie comincia ad apprendere le prime conoscenze
dello strumento ed a sviluppare una grande passione per il Blues ed il
Rock and Roll. Il piccolo Stevie passa le sue giornate ad ascoltare dischi e ad
esercitarsi; un giorno suo fratello arriva a casa con un amico
musicista, Doyle Bramhall, il quale ascoltando Stevie suonare rimane
notevolmente impressionato: “Doyle fu il primo a dirmi che ero molto
bravo e questo mi dette grande entusiasmo”. Gli anni passano e nel
1970, Steve si iscrive al High School e comincia a suonare in numerose
band che occasionalmente si esibiscono in qualche club di Dallas: “
Dallas non è proprio il posto ideale dove fare musica. Ricordo che
c’era un solo locale che ci permetteva di suonare quello che volevamo,
The Cellar, anche perché era pieno di spogliarelliste e gente
poco raccomandabile che non facevano molto caso a chi stava sul palco;
ma dopo un paio di volte che ci esibivamo là, la gente cominciava a
prendere la mira per tirarci le monete, l’unica cosa da fare era non
pensarci e continuare. Ho suonato in questo posto dai 14 anni fino ai
18. Che tortura!”. Nei primi anni di Liceo, Stevie è solito anche
lavorare come lavapiatti in un fast-food di Dallas, chiamato Dairy Mart:
“….parte del mio lavoro era di svuotare i bidoni della spazzatura.
Una notte, ero montato in piedi sul grande barile per svuotare la
spazzatura, beh, il bordo si piegò ed io ci cascai dentro, il problema
fu
che il bidone era pieno di gelatina ed io mi ritrovai sommerso fino
al collo. In quel momento decisi che la chitarra sarebbe stata il mio
futuro”. Durante le
vacanze di Natale, Stevie decide di lasciare la scuola e trasferirsi ad
Austin con la sua nuova band, i Blackbird. Per i successivi dieci
anni Vaughan si esibisce nei vari locali di Austin cambiando numerosi
gruppi, dai Krackerjack ai Nightcrawlers, dove ritrova il
vecchio amico di suo fratello Doyle Bramhall, per poi passare ai Cobras
e successivamente ai Triple Threats; in seguito ad alcune
defezioni dei componenti, Stevie decide nel 1980, di costituire una
propria band col nome di Double Troubles (come omaggio ad un
celebre brano di Otis Rush), nella quale figuravano al basso Tommy
Shannon, già amico di Stevie dai tempi dei Krackerjack e Chris Layton
alla batteria. Nel frattempo, il 20 Dicembre dell’anno prima, Vaughan
si era sposato con Lenore Bailey al Rome Inn di Austin. Steve Ray
Vaughan & Double Trouble cominciano ad essere la band più celebre
ad Austin, grazie soprattutto a quella forza della natura che è Stevie
con la sua vissuta Stratocaster del ’59, acquistata alcuni anni prima
in un negozio di strumenti musicali ad Austin. Il suo modo di suonare
era selvaggio, pieno di energia, la potenza che usciva dalla sua
chitarra poteva essere paragonata a quella di Hendrix. Il primo Aprile
del 1980 il gruppo si esibisce al club Steamboat 1874 di Austin e la
performance viene registrata attraverso una radio locale; in seguito
questa registrazione sarà utilizzata nel 1992 per l’uscita
dell’album In The Beginning. Nel 1982 Mick Jagger invita i
Double Trouble a suonare ad un party privato dei Rolling Stones, dopo
averli ascoltati durante l’Austin Music Festival. Sempre quell’anno,
si esibiscono al Montreux International Jazz Festival in Svizzera, fatto
unico per una band che ancora non aveva nemmeno un contratto
discografico: durante quel festival era presente fra il pubblico David
Bowie che chiede a Vaughan di suonare
nel suo nuovo album Let’s Dance. Di quell’esperienza Stevie
ricorda: “Non conoscevo la musica, ho sempre suonato d’istinto,
cercavo di seguire la voce di Bowie con melodie alla chitarra che
ricordassero lo stile di Albert King e cosa lui avrebbe suonato se fosse
stato al mio posto, adoro quell’uomo”. Sempre in occasione del
Festival a Montreux, Jackson Browne propose alla band di registrare nei
suoi studi di Los Angeles; ovviamente la proposta fu accettata ed in due
giorni venne registrato l’album Texas Flood che venne
pubblicato il 13 Giugno del 1983 dalla Epic Records del leggendario
“Talent Scout” John Hammond. La band verrà inondata da
riconoscimenti: nominations per due Grammy Awards, Miglior Blues Album e
Miglior Brano Rock Strumentale per il singolo Rude Mood. Ma è
Stevie che batte tutti i record con le premiazioni della celebre rivista
americana Guitar Player: Miglior Nuovo Talento, Miglior Album
Blues e Miglior Chitarrista Blues elettrico. Vaughan vincerà
quest’ultimo premio ogni anno fino al 1991.
Nel 1984 esce il secondo
album, Couldn’t Stand The Weather ed ancora è una pioggia di
premi. Da sottolineare che Steve Ray si aggiudica due W.C.Handy National
Blues Awards come Entertainer of The Year e Blues
Instrumentalist of The Year, mai vinti entrambi da un
musicista bianco. Nel 1985, ai Double Trouble si aggiunge il pianista
Reese Wynans e nel Settembre del solito anno, esce il nuovo album Soul
To Soul e questa volta sono cinque le nominations per i Grammy
Awards. Vaughan partecipa alla produzione dell’album di ritorno sulle
scene di Lonnie Mack, Strike Like Lightning. A metà anni ’80,
si poteva asserire con certezza che Vaughan rappresentasse la locomotiva
del Blues in un periodo in cui questo genere musicale sembrava fosse
stato messo da parte dalle varie case discografiche. Insieme ai grandi
successi, Stevie conosce anche la dipendenza dall’alcol e droghe ed
è causa di questi abusi che durante un tour in Germania, con precisione
a Ludwigshafen che Vaughan è colto da collasso ed è costretto a
ricoverarsi in una clinica specializzata per alcolisti e
tossicodipendenti a Londra, stessa decisione dovette prendere anche
Tommy Shannon; proprio di quel terribile periodo Shannon ricorda:
"Io e Stevie facevamo abbondante uso di droghe ed alcol, per molto
tempo ci siamo divertiti all'insegna del sesso, droga e rock and roll,
quella era la nostra vita. Poi, improvvisamente, tutto è cominciato a
peggiorare, sapevamo di esserci infilati in un bel casino. Non
riuscivamo a smettere, tutti cercavano di aiutarci, ma nessun potere
umano era in grado di salvarci. Le nostre vite private erano a pezzi e
noi con loro. Ricordo una notte in cui ci mettemmo a pregare il Signore
che ci aiutasse a toglierci di dosso questa ormai insostenibile
sofferenza. Alla fine decidemmo di iniziare un trattamento di
disintossicazione, era il 13 Ottobre del 1986". Martha Vaughan:
"Stevie si ricoverò in un ospedale di Londra, dal quale mi chiamò
già il primo giorno per chiedermi di stare con lui. Il giorno dopo
presi l'aereo ed arrivata lì mi sentivo così impotente davanti alle
difficoltà di mio figlio. L'unica cosa che potevo fare era pregare per
lui chiedendo a Dio di aiutarlo a tornare quella persona gentile e
generosa verso gli altri che era prima che le droghe e l'alcol
cercassero di distruggerlo". Pochi mesi dopo il ricovero di Londra, il 27 Agosto, muore a causa
del Morbo di Parkinson il padre di Stevie, Jim Vaughan. Il 1986 si chiude con
l’uscita dell’album, Live Alive. Dopo un anno lontano dalle
luci della ribalta, Steve e la sua band riappaiono in grande forma in
un’esibizione televisiva al fianco di altri musicisti fra i quali
Clapton, Phil Collins, B.B.King e Albert King. Shannon: "Ritornai a
vedere lo Stevie dei tempi migliori, sempre gentile e generoso con
tutti. Quando aveva l'opportunità di aiutare qualcuno che stava
passando quello che lui aveva già sofferto e superato, Steve era lì, i
suoi occhi si illuminavano di amore e sincerità verso il
prossimo".Vaughan in quei mesi
inizia le pratiche di divorzio da sua moglie Lenora
“Lenny” Bailey. Nel Gennaio del 1989, Stevie & Double Trouble
vengono invitati ad esibirsi alla Casa Bianca per i festeggiamenti in
seguito all’elezione del nuovo Presidente degli Stati Uniti, George
Bush, anche lui di origine texana. In Giugno esce In Step, ultima
fatica della band che partecipa come special guest al tour nord
americano di Jeff Beck. Anche questo è l’ennesimo anno trionfale per
Vaughan e soci. Nel Marzo del 1990, Stevie e suo fratello Jimmie volano
a Memphis per registrare l’album Family Style che uscirà
alcuni mesi dopo. L’estate di quell’anno vedrà Vaughan impegnato
con la sua band in una serie infinita di concerti, prima con Joe Cocker
e poi all’interno di una sorta di Super Festival itinerante negli
Stati Uniti in cui fra i musicisti comparivano Robert Cray, Eric Clapton
e Buddy Guy. Il 26 Agosto la carovana fa tappa ad Alpine Valley,
Wisconsin. Dopo la sua esibizione Stevie decide di prendere
l’elicottero che avrebbe portato lui ed alcuni collaboratori di
Clapton a Chicago. Poco dopo la mezzanotte, l’elicottero si schianta
contro una collina a causa della fitta nebbia. Non ci furono superstiti,
tutte e cinque le persone a bordo rimasero uccise nel tremendo
incidente. A Jimmie Vaughan ed Eric Clapton tocca l’ingrato compito di
riconoscere la salma di Stevie e degli altri passeggeri. Due giorni dopo,
il corpo del grandissimo chitarrista texano viene portato al Laurel
Land Cemetery di Dallas per la cerimonia funebre al quale
parteciparono, in forma privata, oltre ai familiari anche Billy Gibbons,
Stevie Wonder, Buddy Guy, Bonnie Raitt, Ringo Starr e Dr.John. Fuori
della cappella attendono più di 3.000 fans, lì per salutare per
l’ultima volta il loro eroe. Clapton e gli altri musicisti del
Festival decidono di proseguire la serie dei concerti programmati,
chiudendo però ogni esibizione con un brano di Steve Ray, per celebrare
uno dei più grandi interpreti Blues di tutti i tempi. L’undici Maggio del 1995, Jimmie Vaughan organizza ad Austin,
Texas, una sorta di tributo a suo fratello scomparso cinque anni prima
invitando sul palco tutti gli amici ed eroi di Stevie: B.B.King,
Clapton, Buddy Guy, Robert Cray, Bonnie Raitt, Dr.John e Art Neville:
“Senza di loro non ci sarebbe stato nessun tributo” ricorda Jimmi
Vaughan. Ognuno interpreta a turno un brano di Stevie in una serata che
rimarrà nel cuore di tutti: “Era molto che avevo in mente di rendere
omaggio a mio fratello, ma volevo che la tristezza per la sua scomparsa
fosse in parte passata, perché sarebbe dovuta essere una festa della
musica, così lui avrebbe voluto. Quando ho visto B.B.King eseguire Telephone
Song, Clapton “Ain’t gone’n give up on your love” e
tutti gli altri, immaginavo la faccia di Stevie e di quanto sarebbe
stato orgoglioso di tutto ciò; questo mi rendeva triste e felice al
tempo stesso”. |