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La
Grande Inondazione del Mississipi nel 1927 fu la piu' distruttiva
nella storia degli Stati Uniti e rappresento', dopo la Grande
Depressione del 1929, il secondo fattore principale dell'immigrazione
degli afro-americani dal Sud alle grandi citta' del Nord,
in particolare verso Chicago. Lo stato di emergenza duro'
piu' di sei mesi e in questo periodo in milioni si trasferirono
in altre citta'.
Questo
tragico avvenimento ispiro' Charley
Patton che compose la sua Highwaters Everywhere:
una vera e propria cronaca di quei drammatici giorni durante
i quali 700,000 persone furono evacuate, compresi 330,000
afro-americani che furono alloggiati in 154 campi profughi.
Le acque ruppero in piu' parti del Mississipi le argini distruggendo
tutto. Mentre i soccorsi arrivarono prontamente per salvare
donne e bambini bianchi, i colored non solo vennero lasciati
per settimane senza cibo e acqua potabile, ma furono costretti
a lavorare con le armi puntate addosso per risanare le zone
colpite.
Charley
Patton, scuotendo le corde della sua chitarra come fossero
parte di uno strumento percussivo, trascina con il suo grido
nella disperazione dei rifugiati e con un ritmo ossessivo
racconta della furia delle acque del Grande Fiume che arrivarono
inesorabili e sommersero tutto quello che incontrarono: terreni,
animali, case, persone
tutto cancellato dal fangoso Mississipi.
L'immenso fiume raggiunse livelli pericolosi gia' nell'estate
del 1926 a causa delle pesanti piogge che caddero nella parte
centrale del corso del fiume, Kansas e Iowa. Il Mississipi
usci' dalle proprie argini in 145 punti, inondando piu' di
70,000 km². Il livello dell'acqua arrivo' fino a 10 metri,
causando danni per 400 milioni di dollari dell'epoca e uccidendo
246 persone in sette Stati. L'innondazione colpi' Arkansas,
Illinois, Kentucky, Louisiana, Mississippi e Tennessee.
Nel
Maggio del 1927, il Mississipi raggiunse nel sud del Tennessee
circa 100 km di larghezza. Greenville, Mississipi,
dove Charley Patton viveva, era sotto piu' di dieci metri
di acqua. Laggiu', nel profondo Sud, 13,000 afro-americani
furono lasciati senza soccorso, isolati dal mondo in una zona
dove l'acqua era infetta dagli animali morti, la ferrovia
era stata spazzata via e il pericolo di epidemie era imminente.
Nell'arco di un anno, piu' del 50% della popolazione di Greenville
emigro' altrove e non fece piu' ritorno, lasciando desolata
quella che una volta era la principale citta' del Mississipi.
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