![]() |
![]() |
![]() |
|
Nelle comunita' afro-americane del Sud il mito dell'incrocio dove poter vendere l'anima al diavolo era gia' diffusa da tempo. Lo stesso Tommy Johnson cantava : “You go to where . . a crossroads is . . . . A big black man will walk up there and take your guitar and tune it. When Satan gave you back the guitar, you could play better than anyone else – and he possessed your soul leaving you exausted on your knees”. Questa leggenda risale al folklore africano: the Diety Esu era creduta essere il guardiano dell' incrocio, dove era in contatto con gli Dei e comunicava le decisioni di quest' ultimi agli umani. Quando la Cristianità venne esportata in Africa, questi Dei pagani divenerro qualcosa simile al Diavolo. Da qui il concetto per cui all' incrocio si poteva incontrare il Diavolo.
Per alcuni mesi, nessuno lo vide più in giro.
Il solo Ike Zinnerman, altro Bluesman del Mississipi di quesgli anni,
disse di averlo ospitato nella sua casa e avergli insegnato a suonare
il Blues su richiesta di un Robert visibilmente scosso; la maggior parte
del tempo Robert Johnson la passava presso un cimitero della zona dove
suonava senza tregua scrivendo su un piccolo libretto i suoi primi Blues
e mettendo in pratica i suggerimenti di Ike. Quando Robert Johnson tornò
a Greenville i vari Son House e Charlie Patton non potevano credere ai
loro occhi, il piccolo Robert aveva sicuramente venduto l'anima al Diavolo
per suonare in quel modo!!! Durante le sue esibizioni, Johnson spesso si girava con le spalle al pubblico oppure improvvisamente smetteva di suonare davanti agli occhi troppo incuriositi di qualcuno e se ne andava. Si diffuse la voce che avesse qualcosa da nascondere. Per avvolgere ancor di piu' la sua immagini di mistero, Robert Johnson comincio' a suonare Blues come “Me and the Devil,” “Hell Hound on My Trail” e “Cross Road Blues.” dove annuiva a strani notti all'incrocio o a passeggiate con il Diavolo che bussava alla sua porta gia' al mattino. Muddy Waters disse di aver visto Robert Johnson dalle sue parti solo una volta di fronte alla drogheria Hirsberg's in Friars Point, Mississippi. Una folla di persone lo circondava mentre lui suonava furiosamente. Waters era così imbarazzato davanti la maestria del celebre bluesman che si allontanò velocemente. Johnny Shines (compagno di viaggio di Robert Johnson): «Una mattina all'alba, dopo una nottata passata a suonare in un locale, mi svegliai sentendo arrivare un treno. Sussurai “ Robert sta arrivando un treno”. Lui, senza dire una parola, si alzò, prese la chitarra e si incamminò verso la ferrovia che era pochi metri dietro a dove dormivamo. Questo era Robert Johnson, sempre pronto a partire per qualsiasi destinazione, se gli chiedevi il perchè, non ti dava mai una risposta». Nel Novembre del 1936 e nel Giugno del 1937, a San Antonio Robert Johnson registrò i suoi 29 Blues per la Vocalion Records che lo resero piuttosto celebre nelle grandi città come Chicago, StLouis, Memphis dove assecondava i desideri del pubblico suonando un pò di tutto, ma di questo repertorio non e' rimasta nessuna traccia.
E il Diavolo si riprese l’anima!
Eric Clapton: "Non credo molto alla teoria del Patto del Diavolo, anche perchè il suo modo di suonare non è straodinariamente perfetto, ma è così tremendamente istintivo e naturale che lo legherei più a delle sorprendenti qualità individuali, una totale libertà creativa. La storia del Diavolo nei suoi brani, forse può riprendere la tradizione Voodoo così diffusa nella comunità afro-americana di allora oppure più semplicemente, il Diavolo rappresenta qualcosa della sua vita quotidiana, come le donne, cattive compagnie o ricordi dolorosi".
|
||